L’archeologa ora scava nell’orto
di Luca Urgu
Raffaela Piras dalla laurea a Cagliari allo stand di frutta e verdura del mercato Coldiretti in piazza Italia
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NUORO. Il suo stand attira. Ha senso estetico, attenzione alla forma e alla sostanza. Anche le cassette per la frutta e la verdura sono tirate a lucido e di un materiale resistente. Un oggetto semplice ma dal design accattivante. «Le ho acquistate su internet», dice ad un cliente colpito che chiede informazioni. Raffaela Piras, 31 anni, di Fonni, da bambina voleva fare l’archeologa. Poi in effetti lo è diventata conseguendo due anni fa la laurea all’Università di Cagliari, ma la vera passione, diventata poi un lavoro si era insinuata silenziosa. Non occorreva guardare lontano ma coccolare per bene i terreni di famiglia nella sua Fonni. Consapevole poi che quelli avrebbero restituito tutte queste attenzioni e tanto lavoro con altrettanta generosità. E così la ragazza nel 2017 ha aperto la sua azienda e gli scavi fatti da archeologa in vari siti dell’isola ha deciso di farli solo in superficie. O meglio senza andare troppo in profondità per mettere a dimora le colture identitarie e sperimentarne delle nuove. E soprattutto senza nessun rimpianto per un percorso tra studi, specializzazioni e che poteva essere diverso.
«È venuto tutto in maniera molto naturale. Questo lavoro mi ha coinvolto sempre di più e vorrei investire ancora magari dando gambe ad alcuni progetti che coinvolgano i bambini come gli orti didattici o altre cose ancora», racconta l’imprenditrice agricola dal suo stand di piazza Italia promosso dalla Coldiretti. «L’università è stato un bel traguardo, un tragitto seguito con serietà. La laurea non me la leva nessuno, ma ora voglio continuare a lavorare la terra». Anche quella mattina la sveglia ha suonato all’alba. Il tempo di caricare i prodotti nel furgone e poi predisporre lo stand. «Tutto quello che vendo lo produco io», dice Raffaela che indica i pomodorini datterini e i cuore di bue, ultime produzioni in questa generosa stagione, «sono molto contenta anche delle melanzane, dei peperoni e delle angurie e dei meloni. Sono stati una sorpresa non li avevo mai prodotti prima e sono piaciuti molto».
Occhi neri e vispi frequenta i mercati per la prima volta da agosto. Nuoro, La Caletta e San Teodoro sono le sue tappe settimanali. «Sono contenta, è andata bene. Ho avuto delle belle gratificazione e un confronto con i clienti che con il loro parere aiutano a crescere e a migliorarsi». Nel suo terreno di oltre un ettaro l’aratura e la semina delle orticole invernali è già iniziata. La prima coltura non poteva essere che le patate in un territorio montano particolarmente vocato, ma poi a ruota sono arrivate tutte le altre.
«Vivo in famiglia e i miei mi aiutano molto. Il lavoro è faticoso, ma è una questione di allenamento e abitudine – rimarca sorridendo –, e poi mi piace, così come sto bene in paese. Fonni è la mia dimensione. In questo territorio vorrei costruire ancora ben consapevole di stare in luoghi bellissimi dove è meglio stare che andare via». La programmazione si fa a piccoli passi e per obiettivi. I prossimi sono seguire le piantine dei cavoli e delle lattughe appena piantati e tentare di mettere a dimora il “cavolo nero” o la rapa. Sempre e comunque con il sorriso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«È venuto tutto in maniera molto naturale. Questo lavoro mi ha coinvolto sempre di più e vorrei investire ancora magari dando gambe ad alcuni progetti che coinvolgano i bambini come gli orti didattici o altre cose ancora», racconta l’imprenditrice agricola dal suo stand di piazza Italia promosso dalla Coldiretti. «L’università è stato un bel traguardo, un tragitto seguito con serietà. La laurea non me la leva nessuno, ma ora voglio continuare a lavorare la terra». Anche quella mattina la sveglia ha suonato all’alba. Il tempo di caricare i prodotti nel furgone e poi predisporre lo stand. «Tutto quello che vendo lo produco io», dice Raffaela che indica i pomodorini datterini e i cuore di bue, ultime produzioni in questa generosa stagione, «sono molto contenta anche delle melanzane, dei peperoni e delle angurie e dei meloni. Sono stati una sorpresa non li avevo mai prodotti prima e sono piaciuti molto».
Occhi neri e vispi frequenta i mercati per la prima volta da agosto. Nuoro, La Caletta e San Teodoro sono le sue tappe settimanali. «Sono contenta, è andata bene. Ho avuto delle belle gratificazione e un confronto con i clienti che con il loro parere aiutano a crescere e a migliorarsi». Nel suo terreno di oltre un ettaro l’aratura e la semina delle orticole invernali è già iniziata. La prima coltura non poteva essere che le patate in un territorio montano particolarmente vocato, ma poi a ruota sono arrivate tutte le altre.
«Vivo in famiglia e i miei mi aiutano molto. Il lavoro è faticoso, ma è una questione di allenamento e abitudine – rimarca sorridendo –, e poi mi piace, così come sto bene in paese. Fonni è la mia dimensione. In questo territorio vorrei costruire ancora ben consapevole di stare in luoghi bellissimi dove è meglio stare che andare via». La programmazione si fa a piccoli passi e per obiettivi. I prossimi sono seguire le piantine dei cavoli e delle lattughe appena piantati e tentare di mettere a dimora il “cavolo nero” o la rapa. Sempre e comunque con il sorriso.
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