In fiamme le auto sotto sequestro
di Federico Sedda
Incendiate in un’area industriale sei vetture sottoposte al provvedimento della magistratura
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OTTANA. Sei automezzi bruciati tra furgoni, auto e pick-up. Questo il bilancio di un incendio, quasi certamente di origine dolosa, che si è sviluppato la notte scorsa, poco dopo la mezzanotte, in un terreno recintato dell’area artigianale di Ottana, alla periferia del paese, a due passi dalla zona industriale dell’ex Enichem. I mezzi dati alle fiamme e distrutti dal fuoco avevano una caratteristica in comune: erano veicoli sottoposti a sequestro giudiziario con provvedimento della magistratura. Il custode dei mezzi era Santino Angioi, titolare di un’autocarrozzeria e autosoccorso stradale, sempre nella zona artigianale del paese, e marito dell’attuale vice sindaca di Ottana, Stefania Pittalis, la più votata alle elezioni amministrative dell’ottobre del 2020. Il movente dell’atto vandalico non sarebbe, tuttavia, legato al titolare dell’officina o all’attività politica della moglie, anche se, quest’ultima, che lavora nell’autocarrozzeria, è stata sentita dagli inquirenti.
Le auto incendiate non si trovavano più nel capannone dell’officina o nelle immediate pertinenze, ma in un terreno poco distante di proprietà di un imprenditore di Ottana, dove un tempo sorgeva un impianto di calcestruzzo ormai dismesso. I mezzi erano stati spostati in quel sito all’aperto e privo di impianto di sorveglianza perché nell’officina sono in corso lavori di ristrutturazione. Per gli incendiari (la matrice dolosa del fatto sembra ormai certa) introdursi nel terreno e dare fuoco ai mezzi sottoposti a sequestro amministrativo (e solo a quelli e non ad altre auto che pure si trovavano nelle vicinanze e che sono rimaste danneggiate) è stato un gioco da ragazzi.
A notare le fiamme alte nel buio della notte sono stati i barracelli di Ottana che erano in servizio nella zona che hanno dato subito l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Ottana e due squadre dei vigili del fuoco di Nuoro che hanno spento l’incendio e impedito che il rogo si propagasse alle altre auto in sosta. Le indagini sono condotte dai militari della locale compagnia che cercheranno di scoprire, in primo luogo, il movente dell’attentato compiuto, a quanto pare, con liquido incendiario.
I carabinieri hanno convocato in caserma diverse persone, tra le quali alcuni imprenditori che hanno le proprie attività nella zona artigianale. Anche se non si escludono altre piste (il riserbo degli inquirenti è assoluto), l’attentato incendiario potrebbe essere stato messo a segno da qualcuno che abbia voluto distruggere con il fuoco l’auto sequestrata per eliminare eventuali prove a suo carico. Sembra messa da parte, almeno per ora, la pista politica.
«Ottana – dice il sindaco Franco Saba – è un paese tranquillo. La nostra amministrazione, in carica da un anno, non ha alcuna ragione di temere ritorsioni o vendette, tanto meno la vice sindaca che è persona benvoluta e stimata, tant’è vero che è stata la più votata in assoluto. C’è da dire anche che, finora, non abbiamo avuto alcun segnale di eventuali malumori contro gli amministratori. Si tratta, comunque – sottolinea il primo cittadino – di un atto che danneggia l’immagine del paese proprio in un momento in cui la nostra comunità cerca di risollevarsi con le proprie gambe da un brutto periodo di disagio economico e sociale». Le indagini appena avviate dovranno ora fare luce su questo grave episodio che ha turbato la tranquillità del paese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le auto incendiate non si trovavano più nel capannone dell’officina o nelle immediate pertinenze, ma in un terreno poco distante di proprietà di un imprenditore di Ottana, dove un tempo sorgeva un impianto di calcestruzzo ormai dismesso. I mezzi erano stati spostati in quel sito all’aperto e privo di impianto di sorveglianza perché nell’officina sono in corso lavori di ristrutturazione. Per gli incendiari (la matrice dolosa del fatto sembra ormai certa) introdursi nel terreno e dare fuoco ai mezzi sottoposti a sequestro amministrativo (e solo a quelli e non ad altre auto che pure si trovavano nelle vicinanze e che sono rimaste danneggiate) è stato un gioco da ragazzi.
A notare le fiamme alte nel buio della notte sono stati i barracelli di Ottana che erano in servizio nella zona che hanno dato subito l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Ottana e due squadre dei vigili del fuoco di Nuoro che hanno spento l’incendio e impedito che il rogo si propagasse alle altre auto in sosta. Le indagini sono condotte dai militari della locale compagnia che cercheranno di scoprire, in primo luogo, il movente dell’attentato compiuto, a quanto pare, con liquido incendiario.
I carabinieri hanno convocato in caserma diverse persone, tra le quali alcuni imprenditori che hanno le proprie attività nella zona artigianale. Anche se non si escludono altre piste (il riserbo degli inquirenti è assoluto), l’attentato incendiario potrebbe essere stato messo a segno da qualcuno che abbia voluto distruggere con il fuoco l’auto sequestrata per eliminare eventuali prove a suo carico. Sembra messa da parte, almeno per ora, la pista politica.
«Ottana – dice il sindaco Franco Saba – è un paese tranquillo. La nostra amministrazione, in carica da un anno, non ha alcuna ragione di temere ritorsioni o vendette, tanto meno la vice sindaca che è persona benvoluta e stimata, tant’è vero che è stata la più votata in assoluto. C’è da dire anche che, finora, non abbiamo avuto alcun segnale di eventuali malumori contro gli amministratori. Si tratta, comunque – sottolinea il primo cittadino – di un atto che danneggia l’immagine del paese proprio in un momento in cui la nostra comunità cerca di risollevarsi con le proprie gambe da un brutto periodo di disagio economico e sociale». Le indagini appena avviate dovranno ora fare luce su questo grave episodio che ha turbato la tranquillità del paese.
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