letteratura
Premio “Canne al vento di Galtellì” il 30 ottobre il nome del vincitore
di Mauro Piredda
GALTELLÌ. La cerimonia di premiazione slitterà dal 16 al 30 ottobre: il premio internazionale “Canne al vento” di Galtellì ha già i nomi dei finalisti di quest’ultima edizione. Tre, come da bando,...
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GALTELLÌ. La cerimonia di premiazione slitterà dal 16 al 30 ottobre: il premio internazionale “Canne al vento” di Galtellì ha già i nomi dei finalisti di quest’ultima edizione. Tre, come da bando, per ciascuna sezione: una per i racconti in italiano, inglese, francese e spagnolo; l’altra per quelli in lingua sarda. A conquistare la finale della prima sezione sono Carla Cristofoli, sarda ma residente a Parigi, con il racconto “Strade infinite”, lo spagnolo Francisco López Barrios con “Cara de piedra”, e l’inglese Fiona Vigo Marshall con il racconto “Koffi and Mouchette”.
Per la sezione dedicata ai racconti in lingua sarda i finalisti sono Antonio Maria Masia con “Sas tres sorres de sa ’Idda mia”, Giovanni Piga con “In su respiru de Galte…” e Maria Cristina Serra con “Froris de proinca”.
A darne comunicazione Neria De Giovanni, presidente della giuria composta da Anthony Muroni (direttore artistico individuato dalla Provincia di Nuoro per i festeggiamenti deleddiani), Angel Basanta (critico letterario e docente di Letteratura spagnola a Madrid), Pierfranco Bruni (giornalista, scrittore e dirigente archeologo del MiC) e Andrea Guiati (new entry, professore ordinario al Buffalo State College di New York): «La giuria – queste le parole della presidente – ha esaminato i racconti pervenuti notando una grande qualità dei testi, che testimoniano una crescente attenzione al Premio da parte di scrittrici e scrittori».
Per la sezione relativa alle lingue italiano, francese, inglese e spagnolo, prosegue De Giovanni, «sottolineiamo come la notizia del concorso e la conseguente partecipazione sia arrivata veramente ai quattro angoli del mondo, avendo noi registrato la presenza di scrittori, per esempio, dal Pakistan alla Malesia».
La scelta dei finalisti non è stata facile «per l’ottimo livello raggiunto da moltissimi racconti».
Per quanto riguarda la sezione sarda, conclude la presidente De Giovanni, «la giuria ha rimarcato anche in questo caso la crescita in qualità e approfondimento tematico. Sottolineando la ricchezza delle varianti della lingua, abbiamo voluto proporre una terna che rappresenti le diverse e più importanti zone linguistiche dell’isola: un racconto in logudorese, scritto da un sardo che vive nella penisola che così rappresenta la vitalità e la forza della lingua sarda anche fuori dai confini isolani; un racconto che proviene dalla Nuoro di Grazia Deledda, ulteriore presenza anche per i 150 anni dalla nascita della Grande Nobel cui è dedicato il Premio, e infine uno in campidanese scritto proprio da una donna attiva da tanti anni nel panorama letterario isolano».
Per la sezione dedicata ai racconti in lingua sarda i finalisti sono Antonio Maria Masia con “Sas tres sorres de sa ’Idda mia”, Giovanni Piga con “In su respiru de Galte…” e Maria Cristina Serra con “Froris de proinca”.
A darne comunicazione Neria De Giovanni, presidente della giuria composta da Anthony Muroni (direttore artistico individuato dalla Provincia di Nuoro per i festeggiamenti deleddiani), Angel Basanta (critico letterario e docente di Letteratura spagnola a Madrid), Pierfranco Bruni (giornalista, scrittore e dirigente archeologo del MiC) e Andrea Guiati (new entry, professore ordinario al Buffalo State College di New York): «La giuria – queste le parole della presidente – ha esaminato i racconti pervenuti notando una grande qualità dei testi, che testimoniano una crescente attenzione al Premio da parte di scrittrici e scrittori».
Per la sezione relativa alle lingue italiano, francese, inglese e spagnolo, prosegue De Giovanni, «sottolineiamo come la notizia del concorso e la conseguente partecipazione sia arrivata veramente ai quattro angoli del mondo, avendo noi registrato la presenza di scrittori, per esempio, dal Pakistan alla Malesia».
La scelta dei finalisti non è stata facile «per l’ottimo livello raggiunto da moltissimi racconti».
Per quanto riguarda la sezione sarda, conclude la presidente De Giovanni, «la giuria ha rimarcato anche in questo caso la crescita in qualità e approfondimento tematico. Sottolineando la ricchezza delle varianti della lingua, abbiamo voluto proporre una terna che rappresenti le diverse e più importanti zone linguistiche dell’isola: un racconto in logudorese, scritto da un sardo che vive nella penisola che così rappresenta la vitalità e la forza della lingua sarda anche fuori dai confini isolani; un racconto che proviene dalla Nuoro di Grazia Deledda, ulteriore presenza anche per i 150 anni dalla nascita della Grande Nobel cui è dedicato il Premio, e infine uno in campidanese scritto proprio da una donna attiva da tanti anni nel panorama letterario isolano».
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