Tre donne mettono in fuga i rapinatori
di Kety Sanna
Uno dei malviventi investito da un’auto, si è rialzato e ha fatto perdere le tracce. Trovata l’auto usata dal commando
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INVIATA A OLIENA. “Prendi i soldi e scappa”. Così si sarebbe potuto intitolare il piano criminale dei tre banditi entrati in azione ieri mattina all’ufficio postale di Oliena, mascherati e armati di tutto punto, se solo fosse andato a buon fine. Invece le impiegate hanno fatto saltare il loro piano, urlando di paura alla vista di quei volti coperti e delle armi puntate contro. Ieri, pochi minuti prima delle 8 nell’ufficio postale di via Fala e nòdi, in pieno centro, si sono vissute scene da film. Il tentativo di rapinare le Poste del paese, è svanito miseramente in un attimo. I tre banditi hanno atteso l’arrivo delle impiegate a bordo di un’auto, e una volta davanti all’ingresso le hanno raggiunte alle spalle con fare minaccioso. Avrebbero tentato di farsi consegnare le chiavi, ma la reazione emotiva delle tre donne li ha spiazzati: per timore di essere sorpresi dalle forze dell’ordine, si sono dati alla fuga. Uno dei tre banditi, mentre usciva di corsa dal cortile delle Poste è stato investito da un’auto che percorreva la strada a senso unico in discesa, proprio a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri. Nonostante sia stato colpito e sia caduto a terra, il bandito si è rialzato di colpo e si è allontanato raggiungendo i suoi complici. I tre, velocissimi, sono scappati a bordo di un’auto, forse una Fiat Panda che qualche ora dopo è stata trovata sulla strada provinciale 22 che da Oliena conduce a Orgosolo.
Le impiegate, sotto shock, hanno preso la direzione opposta a quella dei rapinatori, e si sono rifugiate all’interno di un negozio che aveva appena sollevato le serrande. Il commerciante le ha fatte sedere mentre la direttrice dell’ufficio postale dava l’allarme ai carabinieri. L’area è stata transennata e chiusa al traffico per permettere i rilievi e mantenere inalterata la scena del crimine; le dipendenti sono state accompagnate in caserma per essere sentite, e lì hanno ricostruito nel dettaglio il tentativo di rapina. Gli inquirenti oltre ad aver ascoltato alcuni testimoni che hanno assistito alla fuga del commando, hanno sequestrato le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’ufficio postale e di alcune abitazioni vicine: è probabile che contengano prove ed elementi utili alle indagini per individuare rapidamente gli autori del tentato colpo. È partita la caccia all’uomo: numerosi i posti di blocco in tutto il circondario, in ausilio anche un elicottero. «È stata un’azione fulminea – ha detto uno dei testimoni che da lontano ha assistito alle fasi finali del colpo –. Impressionante l’agilità dei banditi, avrebbero potuto competere con i centometristi olimpici».
Ladri giovani e atletici, dunque, armati e bardati fino alla testa dal passamontagna, e al momento ancora in fuga. Forse, però, ancora per poco. L’auto usata per scappare e ritrovata alla periferia del paese, verrà sottoposta a rilievi per prelevare impronte e reperti biologici.
L’ultima colpo alle Poste del paese del Corrasi, risale al 2 gennaio di un anno fa. Alle 4 i malviventi erano entrati in azione demolendo le pareti dell’edificio, servendosi di una benna di un escavatore cingolato trainato da un trattore. Non erano riusciti a portare via il bancomat, ma solo la cassaforte del direttore che conteneva al suo interno circa 20mila euro. L’obiettivo dei banditi erano le pensioni che però non erano state consegnate.
«Azioni come queste ci lasciano sempre basiti – ha commentato il sindaco di Oliena Bastiano Congiu –. Siamo un paese di gente laboriosa, non se ne può più. È un segnale di malessere che non ci lascia tranquilli. Questi episodi creano disagi a tutti. Basti pensare che dopo l’assalto del 2020, era stato organizzato un ufficio postale mobile che Poste Italiane aveva dovuto collocare davanti agli sportelli inagibili. Per far fronte agli enormi disagi segnalati dai cittadini, per via del freddo e del Covid, si era sostituito l’ufficio mobile con quattro container». Ieri in via Fala e nòdi anche l’assessore comunale al Turismo, Guglielmo Puligheddu che ha sottolineato: «Bisogna combattere la cultura del guadagno facile, soprattutto tra i giovani, altrimenti le cose non cambiano».
Le impiegate, sotto shock, hanno preso la direzione opposta a quella dei rapinatori, e si sono rifugiate all’interno di un negozio che aveva appena sollevato le serrande. Il commerciante le ha fatte sedere mentre la direttrice dell’ufficio postale dava l’allarme ai carabinieri. L’area è stata transennata e chiusa al traffico per permettere i rilievi e mantenere inalterata la scena del crimine; le dipendenti sono state accompagnate in caserma per essere sentite, e lì hanno ricostruito nel dettaglio il tentativo di rapina. Gli inquirenti oltre ad aver ascoltato alcuni testimoni che hanno assistito alla fuga del commando, hanno sequestrato le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’ufficio postale e di alcune abitazioni vicine: è probabile che contengano prove ed elementi utili alle indagini per individuare rapidamente gli autori del tentato colpo. È partita la caccia all’uomo: numerosi i posti di blocco in tutto il circondario, in ausilio anche un elicottero. «È stata un’azione fulminea – ha detto uno dei testimoni che da lontano ha assistito alle fasi finali del colpo –. Impressionante l’agilità dei banditi, avrebbero potuto competere con i centometristi olimpici».
Ladri giovani e atletici, dunque, armati e bardati fino alla testa dal passamontagna, e al momento ancora in fuga. Forse, però, ancora per poco. L’auto usata per scappare e ritrovata alla periferia del paese, verrà sottoposta a rilievi per prelevare impronte e reperti biologici.
L’ultima colpo alle Poste del paese del Corrasi, risale al 2 gennaio di un anno fa. Alle 4 i malviventi erano entrati in azione demolendo le pareti dell’edificio, servendosi di una benna di un escavatore cingolato trainato da un trattore. Non erano riusciti a portare via il bancomat, ma solo la cassaforte del direttore che conteneva al suo interno circa 20mila euro. L’obiettivo dei banditi erano le pensioni che però non erano state consegnate.
«Azioni come queste ci lasciano sempre basiti – ha commentato il sindaco di Oliena Bastiano Congiu –. Siamo un paese di gente laboriosa, non se ne può più. È un segnale di malessere che non ci lascia tranquilli. Questi episodi creano disagi a tutti. Basti pensare che dopo l’assalto del 2020, era stato organizzato un ufficio postale mobile che Poste Italiane aveva dovuto collocare davanti agli sportelli inagibili. Per far fronte agli enormi disagi segnalati dai cittadini, per via del freddo e del Covid, si era sostituito l’ufficio mobile con quattro container». Ieri in via Fala e nòdi anche l’assessore comunale al Turismo, Guglielmo Puligheddu che ha sottolineato: «Bisogna combattere la cultura del guadagno facile, soprattutto tra i giovani, altrimenti le cose non cambiano».
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