Vita salvata grazie al dono di un anziano
di Giusy Ferreli
La Chirurgia di Lanusei eccellenza regionale: in un anno sestuplicati gli interventi. Decisiva la collaborazione con il Brotzu
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LANUSEI. Le procedure per il prelievo d’organi all’ospedale di Lanusei si mettono in moto nel cuore della notte. Le équipe di chirurghi e rianimatori del Nostra Signora della Mercede sono state allertate: c’è la possibilità di prelevare il fegato di un anziano paziente. La volontà sulla donazione, in questo caso, è stata chiara, non rimane altro da fare che mettere in atto tutti i protocolli previsti per far sì che quello straordinario gesto di generosità si concretizzi in un trapianto. Per farlo, serve il contributo di tutti. C’è da far trascorrere il periodo di osservazione per decretare la morte cerebrale e c’è da eseguire la biopsia sul fegato affinché il trapianto, programmato al Brotzu di Cagliari, si svolga in sicurezza. Il lavoro dei due staff, coordinati dal chirurgo Gian Pietro Gusai e dal rianimatore Francesco Loddo, non conosce soste: va avanti per ore sino a quando a Lanusei arrivano gli specialisti del centro trapianti dell’ospedale cagliaritano diretto da Fausto Zamboni per prelevare l’organo.
Sono ormai le dieci del mattino quando la sala operatoria del presidio chiude i battenti. Tutto è andato per il verso giusto, l’obiettivo alla fine è stato perseguito: il fegato ha raggiunto il capoluogo per essere trapiantato, a restituire speranza a chi la stava perdendo. È questo l’ultimo risultato della collaborazione tra le équipe ogliastrine e quella di Cagliari che ha poi trapiantato l’organo. Quella stessa collaborazione tra specialisti che, unita alle tecnologie all’avanguardia e all’umanizzazione nell’assistenza e nella cura dei pazienti, sta caratterizzando i numeri della Chirurgia ogliastrina guidata dallo specialista di Nuoro originario di Siniscola che ieri, a Lanusei, ha salutato i suoi vecchi colleghi del Brotzu con i quali ha lavorato per anni. Sono i numeri, certificati dalla conferenza sociosanitaria che segue da vicino le vicende del presidio ospedaliero, a raccontare questo modello virtuoso: nella sala operatoria del Nostra Signoragli interventi si sono sestuplicati nel giro di un anno. Il reparto di Lanusei, nei momenti più bui della pandemia, ha rappresentato un importante riferimento per tanti malati provenienti da altri poli come Nuoro, Olbia e il sud Sardegna. In centinaia son arrivati per sottoporsi alle operazioni di rimozione di tumori all’esofago, vescica, prostata e colon, con strumenti all’avanguardia.
Nel reparto viene eseguita la metodica mininvasiva del 3D con altissima risoluzione, la 4K, che consente, in un trasferimento di competenze destinato a diventare patrimonio comune di medici e di riflesso dei pazienti, di intervenire con maggiore precisione grazie alla nitidezza delle immagini che compaiono nei monitor. Tra le operazioni laparoscopiche, le sedute settimanali di litotrissia, la ripresa dell’attività endoscopica grazie al rientro in veste di tutor di uno dei chirurghi andati in pensione, l’attesa per l’arrivo di una nuova strumentazione, il laser per gli interventi alla prostata, e l’impegno quotidiano di infermieri e oss la Chirurgia sta confermando un trend positivo che può fare affidamento su un sistema di donazione del sangue, in grado, nonostante le difficoltà, di garantire la continuità dell’attività. L’arrivo di 4 giovani specialisti, 2 dei quali ogliastrini, induce a pensare che questa realtà possa consolidarsi nel tempo. Di certo c’è che a Lanusei, piccolo ospedale di “periferia”, si fa chirurgia d’eccellenza. «In sanità, non sempre esiste il centro e non sempre esiste la periferia. Esiste la capacità di dare risposte concrete alle esigenze di salute delle persone. Noi – commenta il dottor Gusai, rompendo il riserbo che lo ha accompagnato da quando un anno e mezzo fa è arrivato in Oglastra – cerchiamo di farlo, con il sorriso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono ormai le dieci del mattino quando la sala operatoria del presidio chiude i battenti. Tutto è andato per il verso giusto, l’obiettivo alla fine è stato perseguito: il fegato ha raggiunto il capoluogo per essere trapiantato, a restituire speranza a chi la stava perdendo. È questo l’ultimo risultato della collaborazione tra le équipe ogliastrine e quella di Cagliari che ha poi trapiantato l’organo. Quella stessa collaborazione tra specialisti che, unita alle tecnologie all’avanguardia e all’umanizzazione nell’assistenza e nella cura dei pazienti, sta caratterizzando i numeri della Chirurgia ogliastrina guidata dallo specialista di Nuoro originario di Siniscola che ieri, a Lanusei, ha salutato i suoi vecchi colleghi del Brotzu con i quali ha lavorato per anni. Sono i numeri, certificati dalla conferenza sociosanitaria che segue da vicino le vicende del presidio ospedaliero, a raccontare questo modello virtuoso: nella sala operatoria del Nostra Signoragli interventi si sono sestuplicati nel giro di un anno. Il reparto di Lanusei, nei momenti più bui della pandemia, ha rappresentato un importante riferimento per tanti malati provenienti da altri poli come Nuoro, Olbia e il sud Sardegna. In centinaia son arrivati per sottoporsi alle operazioni di rimozione di tumori all’esofago, vescica, prostata e colon, con strumenti all’avanguardia.
Nel reparto viene eseguita la metodica mininvasiva del 3D con altissima risoluzione, la 4K, che consente, in un trasferimento di competenze destinato a diventare patrimonio comune di medici e di riflesso dei pazienti, di intervenire con maggiore precisione grazie alla nitidezza delle immagini che compaiono nei monitor. Tra le operazioni laparoscopiche, le sedute settimanali di litotrissia, la ripresa dell’attività endoscopica grazie al rientro in veste di tutor di uno dei chirurghi andati in pensione, l’attesa per l’arrivo di una nuova strumentazione, il laser per gli interventi alla prostata, e l’impegno quotidiano di infermieri e oss la Chirurgia sta confermando un trend positivo che può fare affidamento su un sistema di donazione del sangue, in grado, nonostante le difficoltà, di garantire la continuità dell’attività. L’arrivo di 4 giovani specialisti, 2 dei quali ogliastrini, induce a pensare che questa realtà possa consolidarsi nel tempo. Di certo c’è che a Lanusei, piccolo ospedale di “periferia”, si fa chirurgia d’eccellenza. «In sanità, non sempre esiste il centro e non sempre esiste la periferia. Esiste la capacità di dare risposte concrete alle esigenze di salute delle persone. Noi – commenta il dottor Gusai, rompendo il riserbo che lo ha accompagnato da quando un anno e mezzo fa è arrivato in Oglastra – cerchiamo di farlo, con il sorriso».
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