Contributi bloccati, l’ira degli allevatori
di Francesco Pirisi
«Ferme in Regione senza un motivo pratiche per milioni di euro». In assemblea i presidenti delle 70 sezioni della provincia
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NUORO. L’agropastorizia della provincia ripropone il problema dei ritardi nella liquidazione dei contributi comunitari. Con tanto più fastidio e rabbia, da decidere di affidare la protesta a un’assemblea territoriale, dedicata per intero alla questione, su iniziativa della federazione Nuoro-Ogliastra della Coldiretti. Ci sono già gli invitati, a iniziare dai parlamentari e dai consiglieri regionali che hanno la base elettorale tra il Marghine, il Nuorese, tra la Barbagia e la Baronia. La difficoltà la si descrive profonda e colma di conseguenze. Si parla di diversi milioni di euro bloccati nelle casse regionali e non trasferiti alle aziende agricole, per lungaggini e inciampi burocratici. «Le pratiche ferme spesso hanno superato anche i controlli a campione, ma non riescono a ottenere il via libera», spiega Leonardo Salis, presidente provinciale dell’organizzazione agricola. «In altri casi vengono applicate riduzioni o sanzioni, che non si riesce a verificare». Salis parla di un problema datato, con tante pratiche inevase dagli uffici regionali chiamati a pagare premi per coltivazioni e l’allevamento del bestiame: «Negli anni se ne sono accumulate tante ed è anche difficile quantificarle. I motivi sono disparati e spesso assurdi – aggiunge il presidente della Coldiretti nuorese – al limite del ridicolo. Ma nonostante le continue sollecitazioni, non si riesce ad averne ragione».
Per questo la denuncia del mondo agricolo della provincia è in serbo da tempo, bloccata anch’essa dai limiti imposti dal Covid. Ma oggi promette di caricarsi anche di tutta quella foga contestatrice repressa. La porteranno, insieme ai dirigenti provinciali, la settantina di presidenti di sezione, che operano nei 100 comuni della provincia di Nuoro, dove la Coldiretti vanta il corpo associativo più importante della Sardegna. «La rabbia nel territorio è tanta – sono ancora le parole di Salis – e occorre dare risposte. Perché è inaccettabile lasciare fermi dei denari che andrebbero ad alimentare l’economia del territorio, e non solo quella agricola. Come sappiamo – rimarca il presidente – l’indotto che ruota intorno a questo nostro settore è importante e ampio».
La Coldiretti evidenzia una serie di criticità. Tutte poi vanno realizzare i ritardi nella liquidazione degli aiuti comunitari, programmati dalla Regione nel Psr, il piano di sviluppo rurale. Il fatto che manchino gli sportelli territoriali dell’assessorato impedirebbe una verifica dei rilievi sulle domande delle aziende, avanzati dagli organi di controllo. Differenze e diversità di lettura rispetto ai contenuti delle stesse domande – viene evidenziato dalla Coldiretti – potrebbero essere ricomposte se esistesse un ufficio contenzioni, oltreché il servizio dell’assistenza legale. Gli altri problemi che si potrebbero risolvere, con maggiori mezzi e uomini della Regione, sono quelli derivati dal fatto che né la consistenza aziendale, né gli aggiornamenti catastali verrebbero sempre incrociati dal sistema informatico Sian, il cui via libera è decisivo per il beneplacito alle pratiche presentate dagli imprenditori agricoli. La riduzione del personale negli uffici di Argea (ente di controllo e pagatore della Regione) viene messo anch’esso tra le cause delle lungaggini burocratiche, che fanno soffrire la categoria.
Il direttore provinciale, Alessandro Serra: «In quattro anni il distretto di Nuoro ha perso quasi il 40 per cento del personale, passando da 80 a 50 dipendenti. L’esempio eclatante è il distretto di Lanusei: era un fiore all’occhiello, oggi è una cenerentola. Sguarnito di personale, ha numerose pratiche arretrate, in una realtà marginale e sofferente qual è l’Ogliastra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per questo la denuncia del mondo agricolo della provincia è in serbo da tempo, bloccata anch’essa dai limiti imposti dal Covid. Ma oggi promette di caricarsi anche di tutta quella foga contestatrice repressa. La porteranno, insieme ai dirigenti provinciali, la settantina di presidenti di sezione, che operano nei 100 comuni della provincia di Nuoro, dove la Coldiretti vanta il corpo associativo più importante della Sardegna. «La rabbia nel territorio è tanta – sono ancora le parole di Salis – e occorre dare risposte. Perché è inaccettabile lasciare fermi dei denari che andrebbero ad alimentare l’economia del territorio, e non solo quella agricola. Come sappiamo – rimarca il presidente – l’indotto che ruota intorno a questo nostro settore è importante e ampio».
La Coldiretti evidenzia una serie di criticità. Tutte poi vanno realizzare i ritardi nella liquidazione degli aiuti comunitari, programmati dalla Regione nel Psr, il piano di sviluppo rurale. Il fatto che manchino gli sportelli territoriali dell’assessorato impedirebbe una verifica dei rilievi sulle domande delle aziende, avanzati dagli organi di controllo. Differenze e diversità di lettura rispetto ai contenuti delle stesse domande – viene evidenziato dalla Coldiretti – potrebbero essere ricomposte se esistesse un ufficio contenzioni, oltreché il servizio dell’assistenza legale. Gli altri problemi che si potrebbero risolvere, con maggiori mezzi e uomini della Regione, sono quelli derivati dal fatto che né la consistenza aziendale, né gli aggiornamenti catastali verrebbero sempre incrociati dal sistema informatico Sian, il cui via libera è decisivo per il beneplacito alle pratiche presentate dagli imprenditori agricoli. La riduzione del personale negli uffici di Argea (ente di controllo e pagatore della Regione) viene messo anch’esso tra le cause delle lungaggini burocratiche, che fanno soffrire la categoria.
Il direttore provinciale, Alessandro Serra: «In quattro anni il distretto di Nuoro ha perso quasi il 40 per cento del personale, passando da 80 a 50 dipendenti. L’esempio eclatante è il distretto di Lanusei: era un fiore all’occhiello, oggi è una cenerentola. Sguarnito di personale, ha numerose pratiche arretrate, in una realtà marginale e sofferente qual è l’Ogliastra».
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