“Psico oncologia” sospesa per la carenza di spazi
di Giusy Ferreli
Lanusei. In bilico il servizio nato dalla convenzione tra Assl e associazione Iris Lo specialista: «L’ambulatorio per i malati di tumore non può ospitare i medici»
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LANUSEI. Nell’ambulatorio di Oncologia dell’ospedale di Lanusei non c’è posto neanche per i medici, figuriamoci per la pur lodevole iniziativa di “psico oncologia” a sostegno dei malati ogliastrini, frutto della convenzione tra l’associazione di volontariato Iris e la Assl di Lanusei. La cruda realtà emerge dalle parole di Paolo Piredda, l’oncologo che coordina il servizio ospitato all’ultimo piano del Nostra signora della Mercede. «Sapevo che si voleva riprendere l’attività, sospesa con l’irruzione della pandemia, ma credevo che si sarebbe svolta all’esterno dei nostri locali come è sempre stato. Sono quindi caduto dal pero quando ho letto che dovremmo ospitare i volontari nei nostri spazi» osserva l’oncologo che, pur ritenendo il supporto psicologico, che ha l’obiettivo di «offrire calore umano, dialogo, e sostegno contro la sofferenza, l’isolamento e la noia» e di «svolgere eventuale attività di supporto all’accoglienza, al collegamento tra persona assistita e famiglia e a collaborare con il personale ospedaliero e territoriale per attività socializzanti, culturali e ludiche», importantissimo per il benessere e la serenità dei suoi pazienti, non sa proprio come fare.
«In questo momento – spiega lo specialista – non c’è neanche lo spazio per lo studio della collega che prenderà servizio la settimana prossima per un monte ore complessivo di 30 ore alla settimana».
La logistica del servizio di Oncologia, un presidio day hospital dove si visitano i pazienti e si somministrano le chemioterapie con otto postazioni, lascia molto a desiderare: i locali sono ridottissimi e non tutti adeguati alle esigenze di pazienti così fragili. Da tempo, per esempio, si attende che la finestra dell’ambulatorio venga messa a norma. Alla stessa maniera è attesa la delibera dei vertici Ats per trasformare il servizio, ospitato in un’ala del presidio ospedaliero ma dipendente dalla specialistica ambulatoriale, in struttura semplice. Verrebbe riconosciuto uno status che garantirebbe una maggiore capacità organizzativa e, forse, un miglior spazio di manovra nel reperimento del personale. Oncologia, come molti altri servizi ospedalieri e non, paga lo scotto della cronica carenza di specialisti, condizione che non più tardi di due settimane fa ha portato all’interruzione delle terapie, con la protesta di pazienti e amministratori locali che da tempo chiedono un potenziamento del servizio. Anche sul fronte delle strutture che, per mancanza di spazi, non potranno ospitare un’attività importante come il sostegno psicologico alle centinaia di malati di tumore dell’Ogliastra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«In questo momento – spiega lo specialista – non c’è neanche lo spazio per lo studio della collega che prenderà servizio la settimana prossima per un monte ore complessivo di 30 ore alla settimana».
La logistica del servizio di Oncologia, un presidio day hospital dove si visitano i pazienti e si somministrano le chemioterapie con otto postazioni, lascia molto a desiderare: i locali sono ridottissimi e non tutti adeguati alle esigenze di pazienti così fragili. Da tempo, per esempio, si attende che la finestra dell’ambulatorio venga messa a norma. Alla stessa maniera è attesa la delibera dei vertici Ats per trasformare il servizio, ospitato in un’ala del presidio ospedaliero ma dipendente dalla specialistica ambulatoriale, in struttura semplice. Verrebbe riconosciuto uno status che garantirebbe una maggiore capacità organizzativa e, forse, un miglior spazio di manovra nel reperimento del personale. Oncologia, come molti altri servizi ospedalieri e non, paga lo scotto della cronica carenza di specialisti, condizione che non più tardi di due settimane fa ha portato all’interruzione delle terapie, con la protesta di pazienti e amministratori locali che da tempo chiedono un potenziamento del servizio. Anche sul fronte delle strutture che, per mancanza di spazi, non potranno ospitare un’attività importante come il sostegno psicologico alle centinaia di malati di tumore dell’Ogliastra.
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