Tzia Toniedda, la poetessa che ha rilanciato Lollove
Premio alla memoria della donna considerata la “sindaca” dell’antico borgo Già nota per le sue coraggiose battaglie, ora si scopre che scriveva versi in limba
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «No isco si deo ne so digna / in sa “Cartolina” a t’onorare, / oje cuchinata Toniedda e / Lollobe pro ti ringraziare nos / inchinamus a Grazia Deledda». È la strofa finale di una poesia dedicata al Premio Nobel per la letteratura scritta da tzia Toniedda, la “sindaca” di Lollove. Già conosciuta per il suo impegno a favore dell’antico borgo, Mariantonia Tolu Chessa, nota Toniedda, viene ora riscoperta anche come poetessa. Un aspetto rimasto finora inedito emerso domenica mattina nel corso della cerimonia di assegnazione alla sua memoria del Premio ViviLollove, sul sagrato della chiesa Maria Maddalena del piccolissimo paese a pochi chilometri da Nuoro. «Una pasionaria, una combattente che ha lottato per il riscatto di questo villaggio» ha sottolineato il giornalista Antonio Rojch nel corso dell’evento voluto e organizzato dalla Pro loco a dieci mesi dalla scomparsa di Toniedda (aveva 67 anni). «Toniedda ha incarnato i valori fondamentali della buona ospitalità – ha rimarcato l’assessore comunale alla Cultura Luigi Crisponi – e di quell’accoglienza semplice e genuina che hanno rappresentato al meglio i tratti distintivi del Borgo di Lollove e della sua gente. Il patrimonio di conoscenze di Toniedda non solo nel campo dell’enogastronomia sono una autentica ricchezza che non deve essere dispersa, e semmai diventare un’ulteriore opportunità per l’identità del piccolo centro barbaricino». A ritirare il premio (un’opera d’arte realizzata da Maria Grazia Dettori) è stato il marito di Toniedda, Ciriaco Chessa, visibilmente emozionato davanti al nutrito e caloroso pubblico presente. A ricordare la “sindaca” di Lollove, poi, sono anche intervenuti la figlia Giannapina Chessa; il deputato Pietro Pittalis; don Alessandro Fadda, rettore di Lollove; e Lorenza Vacca, presidente della Pro loco Nuoro. «Toniedda è nata qui e qui è tornata per realizzare il suo grande sogno» ha proseguito Antonio Rojch ricordando la “sindaca”, i suoi anni al lavoro come infermiera (aveva la maturità scientifica) dell’ospedale San Francesco, fino alle sue dimissioni, davvero coraggiose, «per tentare questa grande avventura»: l’avventura del rilancio di Lollove a partire dalla trattoria che aprì “La Cartolina”, nome voluto per gioco, omaggio alla nonna Carta da una parte, richiamo all’immagine e alla comunicazione immediata dall’altro. Così Toniedda ha tenuto intatta l’anima di Lollove, ha evitato le colate di cemento. Animando il borgo con ViviLollove, invenzione dell’associazione Nuoro2000. Con le primissime Cortes apertas della Sardegna, senza bancarelle ma con gli artigiani che lavoravano dal vivo. Ora si scopre che Toniedda scriveva anche poesie, rigorosamente in lollovese e gelosamente nascoste... «Si picco unu pinzellu / e mi ponzo a pintare / su paese prus bellu / de no irmenticare / si torraiat Giotto / chin alligros colores / ca deo non bi potzo / a pintare a Lollove». È un’altra delle sue ottave in rima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
