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Nuoro

Temussi: mobilità esterna per coprire gli organici

di Simonetta Selloni
Temussi: mobilità esterna per coprire gli organici

Il commissario dell’Ats interviene sulle carenze di personale al San Francesco Radiologia, la graduatoria operativa a breve ma Nuoro non viene scelta

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NUORO. Entro una decina di giorni l’Azienda ospedaliera Brotzu, che ha bandito il concorso per la copertura di 45 tecnici radiologi, inizierà a scorrere la graduatoria ed è ragionevole pensare che a quel punto la Radiologia dell’ospedale San Francesco possa ottenere il personale di cui ha urgente necessità. «Ho comunicato il fabbisogno dell’Unità operativa di Nuoro, 14 tecnici radiologi», sottolinea il commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi. Una decina di giorni di attesa si aggiungo ai mesi accumulati dalla fine delle procedure concorsuali, ossia il 31 luglio. Saranno quasi tre, posto che si tenga fede all’impegno di avviare nei termini annunciati lo scorrimento della graduatoria.

La Radiologia è uno dei punti di maggiore sofferenza dell’ospedale di Nuoro: la pianta organica prevede 28 medici e 34 tecnici, di questi ultimi in servizio ce ne sono 15 mentre i medici sono 13. Nella situazione attuale però il concetto stesso di pianta organica appare abbondantemente superato nei fatti, almeno così dice Temussi, rimarcando come «la questione della mancanza di medici e personale tecnico e infermieristico è un problema di portata non solo regionale, ma nazionale. E non possiamo certo ignorare la legge, chi vince il concorso ha diritto di scegliere la sede». Il punto è che Nuoro non è considerata appetibile: il concorso per radiologi espletato di recente non ha portato specialisti al San Francesco. «Lo bandiremo nuovamente a novembre», è sempre Temussi che parla e che aggiunge: «Non è andato a buon fine, molti specialisti preferiscono uscire dalle graduatorie piuttosto che andare a Nuoro». C’è da chiedersi il perché, ma non forse non è così difficile da capire. Scegliere quale sede di lavoro un ospedale che fa i conti con la mancanza di medici, infermieri e tecnici significa raccogliere una sfida pesante ed esser pronti a reggerne le conseguenze. Senza gli incentivi che può permettersi la sanità privata, verso la quale migra parte degli specialisti. «Stiamo procedendo con i bandi di mobilità esterna per una serie di specialità: radiologia, ginecologia, neurologia, nefrologia, oncologia, medicina trasfusionale, urologia. Questo – dice il commissario Ats –possiamo fare». Alla luce di queste considerazioni e cambiando prospettiva, bisogna fare i complimenti al personale che, ridotto come è, continua a garantire i servizi e a dare risposte all’utenza, con l’aggravio della pandemia che comunque non è finita.

L’appetibilità del San Francesco è anche legata alla partita dei primari. Anzi, dei “direttori di struttura complessa”, come si chiamano adesso. Il punto è che l’ospedale di Nuoro ha la singolare caratteristica di averne pochi, nel senso che la gran parte ha un incarico di “facente funzioni”. Fino a qualche mese fa erano ben 18 i ruoli vacanti, poi ne sono stati assegnati due, Ortopedia e Angestesia e Rianimazione. E non è un dettaglio: ai primari è in capo l’organizzazione e il potenziamento del reparto. «Questo è vero, ma abbiamo bandito otto selezioni», spiega Temussi, ma anche qui si fanno i conti con i tempi per espletarle, almeno due/tre mesi. E in ogni caso restano scoperti dieci reparti che continuano a lavorare contando sulla professionalità dei facente funzioni. In un contesto in cui l’Assl è commissariata, la stessa Ats è commissariata (incarichi in scadenza a fine mese dopo una prima proroga), in attesa che la riforma parta.

«Io penso che molte criticità finiranno con l’applicazione della riforma che consentirà il riequilibrio del territorio, dove sarà rafforzata la risposta sanitaria, e si alleggerirà il carico sugli ospedali», dice ancora il commissario Ats. Purché non sia troppo tardi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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