Numeri in crescita di un disastro passato in silenzio
I dati del disastro: oltre 680mila capi colpiti, quasi 2mila allevamenti nel complesso. Le pecore già morte sono 9.388, a cui vanno a sommarsi gli aborti e le perdite indirette. «Numeri in costante...
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I dati del disastro: oltre 680mila capi colpiti, quasi 2mila allevamenti nel complesso. Le pecore già morte sono 9.388, a cui vanno a sommarsi gli aborti e le perdite indirette. «Numeri in costante aggiornamento e purtroppo in crescita, non solo nel Nuorese, che risulta essere l’area più colpita – sottolinea Giuseppe Talanas –. Anche in altri territori dell’isola, infatti, come ad esempio la piana di Ozieri e l’Ogliastra, il virus non concede tregua. Questo grave stato di cose ha portato ad un forte rallentamento della movimentazione degli animali, se non addirittura ad un blocco di fatto, con pesanti perdite economiche, sia per gli allevamenti ovino-caprini sia per quelli bovini. In una situazione come questa, le aziende, infatti, non possono movimentare ne vendere il proprio bestiame». «La nuova ondata di blue tongue, continua ad allargarsi su tutto il territorio regionale» è l’amara conferma che arriva dai vertici di Coldiretti Sardegna. «Nonostante le promesse – aggiungono dalla Copagri Sardegna –, non si è provveduto a deliberare l’acquisto dei vaccini necessari, già quantificati, e non c’è nessun coordinamento tra gli assessorati all’Agricoltura e alla Sanità, che dovrebbero procedere di comune accordo e coinvolgere insieme le organizzazioni agricole». «Mi preoccupa non poco il silenzio assordante che c’è intorno – chiude Talanas –. Lo dico, con rammarico, anche da allevatore, e non solo come consigliere regionale». (l.p.)
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