Aziende pronte per il green pass «Qualche dubbio ma ci adeguiamo»

MACOMER. «In linea generale gli operatori economici di Macomer si stanno preparando per tempo agli adempimenti previsti dal Decreto legge sull'estensione dell'obbligo del green pass nei posti di...

MACOMER. «In linea generale gli operatori economici di Macomer si stanno preparando per tempo agli adempimenti previsti dal Decreto legge sull'estensione dell'obbligo del green pass nei posti di lavoro, considerandolo però come l'ennesima incombenza che grava sulle attività. Molti di loro, a poche ore dall'entrata in vigore, si stanno informando sui contenuti del decreto che l'ha introdotto e sulle modalità operative da seguire. Abbiamo ritenuto opportuno attivarci per cercare di informare gli imprenditori locali e per aiutarli, anche attraverso la predisposizione di appositi modelli, a gestire al meglio il certificato verde in azienda». Ad affermarlo è Stefania Puma, presidente della circoscrizione di Macomer della Confcommercio di Nuoro, al termine di un incontro informativo presieduto dal direttore provinciale Gianluca Deriu e al quale hanno partecipato numerosi operatori economici interessati ad approfondire la conoscenza del decreto e delle diverse fattispecie che contempla. «Noi siamo pronti a partire – afferma Maria Grazia Muretti, la cui società ha sette dipendenti suddivisi in due diversi punti vendita –. Abbiamo già individuato la persona che ogni giorno si occuperà di controllare il certificato verde. Non dovremmo avere grossi problemi ma rimane ancora qualche dubbio interpretativo su alcuni aspetti che speriamo di risolvere quanto prima». La vice sindaca di Macomer, Rossana Ledda, imprenditrice nel settore nei serramenti, si sofferma su due diversi elementi: «Ritengo che le aziende debbano essere alleggerite da burocrazia, protocolli e vincoli esistenti per poter lavorare. Ma ritengo altresì utile qualsiasi iniziativa legislativa che serva a tutelare la salute di tutti, anche sul posto di lavoro, e che aiuti ad uscire in maniera definitiva dalla pandemia, agevolando una vera ripresa economica». Un po’ diversa la posizione di Alessandra Cuccu, titolare di un negozio di abbigliamento al Corso Umberto: «Trovo che l'obbligo del green pass sia utile in contesti come ospedali e residenze sanitarie ma che rappresenti una forzatura in ambienti lavorativi come i nostri. In ogni caso non possiamo che adeguarci e seguire le disposizioni vigenti». La presidente Puma tiene a precisare alcuni punti che tanti forse trascurano: «L'obbligo di green pass non grava solo sui lavoratori dipendenti ma anche sui professionisti e sui lavoratori autonomi; chi non avrà il certificato verde non potrà lavorare e la sua sarà considerata un’assenza ingiustificata; la sanzione prevista per il dipendente che entra in azienda senza dichiarare di non avere il green pass va da 600 a 1.500 euro. Bisogna, quindi, stare molto attenti e seguire scrupolosamente le norme».



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