tortolì
Una statua per il sacrificio di Mirko
di Lamberto Cugudda
Roberto Arzu realizzerà una “Pietà” in ricordo del ventenne ucciso
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TORTOLÌ. «Sarà una sorta di “Pietà”: rappresenterà una donna sarda, vestita come 60 anni fa, che si china per cercare di ridare vita al proprio figlio, esanime a terra. Questo per ricordare l’eroico sacrificio di Mirko Farci, ucciso nel tentativo di difendere la madre Paola Piras dalla furia assassina». A parlare è il tortoliese Roberto Arzu, 55 anni, scultore e restauratore d’arte, che realizzerà l’opera nel cortile dell’Istituto Ianas, dove Mirko studiava, all’Alberghiero. Proseguono quindi le iniziative per ricordare il giovane eroe e cercare di dare forza a sua madre, che da poco tempo ha fatto rientro a Tortolì. Gli alunni di una terza elementare hanno disegnato dei cartelloni per ricordare Mirko.
«Sono stato per 32 anni a Roma – dice Roberto Arzu – nella zona del ghetto ebraico. Sono andato via da Tortolì a 23 anni. Nella capitale ho sempre fatto il restauratore d'arte e lo scultore. Sono tornato qui nel 2020 e ho cominciato a fare delle opere in giro per “compensare” il fatto che ricevo il reddito di cittadinanza. E voglio ridare indietro qualcosa alla comunità».
Arzu prosegue: «A breve farò un'opera per Tortolì, per Mirko Farci e Paola Piras: una “Pietà” che rappresenti una donna con il figlio esanime. Questo per evidenziare lo straziante dolore di tutte le mamme che perdono un figlio. E per non dimenticare quanto accaduto. Non vorrò un compenso. Un gruppo di persone, tra cui il sindaco, finanzierà le spese».
«Sono stato per 32 anni a Roma – dice Roberto Arzu – nella zona del ghetto ebraico. Sono andato via da Tortolì a 23 anni. Nella capitale ho sempre fatto il restauratore d'arte e lo scultore. Sono tornato qui nel 2020 e ho cominciato a fare delle opere in giro per “compensare” il fatto che ricevo il reddito di cittadinanza. E voglio ridare indietro qualcosa alla comunità».
Arzu prosegue: «A breve farò un'opera per Tortolì, per Mirko Farci e Paola Piras: una “Pietà” che rappresenti una donna con il figlio esanime. Questo per evidenziare lo straziante dolore di tutte le mamme che perdono un figlio. E per non dimenticare quanto accaduto. Non vorrò un compenso. Un gruppo di persone, tra cui il sindaco, finanzierà le spese».
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