«Sanità allo sbando, urgente una riunione»
di Alessandro Farina
Bosa. L’opposizione chiede al sindaco di convocare il consiglio per una linea comune contro l’Ats
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BOSA. Considerata la situazione ancora drammatica delle carenze nei servizi ospedalieri e territoriali, le minoranze consiliari chiedono al sindaco di Bosa Piero Franco Casula, in veste di presidente dell’assemblea civica, la convocazione di una riunione urgente per approfondire e discutere sulle criticità riscontrate in uno degli ambiti fra i più delicati per la città del Temo e l'intera fascia centro occidentale dell'isola. Un atto che dovrebbe essere di fatto automatico, considerato che il regolamento attualmente in vigore, ricordano dai gruppi di minoranza, prevede che il consiglio comunale venga convocato su richiesta di un quinto dei consiglieri assegnati. L’ultimo appuntamento sul tema dei servizi ospedalieri e territoriali, ricordano Rosalia Acca, Claudia Mastinu, Alessandro Naitana, Salvatore Sanna e Anna Maria Carlini, risale allo scorso luglio.
Un incontro che seguiva la visita a Bosa del responsabile dell’Ats. «Allora si rinviava a settembre una verifica della ripresa delle attività», che evidentemente non è arrivata, considerato che nella mozione di una nuova riunione urgente per le minoranze. «Nulla è cambiato». La disamina della situazione presente, in effetti, non lascerebbe grande spazio all’immaginazione. «Alla data odierna la chirurgia è chiusa e pare non via siano speranze per la sua riapertura, con tutte le professionalità dirottate al pronto soccorso; continua oramai da più un anno l'assenza del pediatra, del fisiatra, del medico sportivo». . Come anche «le difficoltà operative dell'Adi (l’assistenza domiciliare, ndc) per carenza di personale; la fornitura di alcuni presidi sanitari; il ridimensionamento dell'operatività del laboratorio di analisi e della radiologia, per il mancato avvicendamento del personale andato in pensione».
Altre carenze vengono riscontrate nel servizio di laboratorio di analisi per la mancanza di reagenti e in radiologia, dove apparecchiature come Tac e Moc vengono considerate ormai obsolete. Era stata annunciata inoltre l'installazione di una Tac di ultima generazione, che avrebbe dovuto sostituire l’attuale macchinario piuttosto datato, andato più volte in tilt negli ultimi anni. Ma anche questa, dicono dai banchi delle opposizioni, è una promessa risultata vana.
Da qui la richiesta di «dare risposte immediate alla comunità, sullo stato attuale dei servizi ospedalieri e territoriali», non lasciata però a note più o meno ufficiali ma ad un dibattito istituzionale nella sala dove, attraverso il consiglio comunale, è rappresentata l’intera cittadinanza. Anche al fine di «concordare, possibilmente in modo unitario, azioni che possano ristabilire i servizi sospesi»: una finestra lasciata aperta per un possibile dialogo tra le varie componenti rappresentate tra i banchi dell'aula di piazza Carmine.
Un incontro che seguiva la visita a Bosa del responsabile dell’Ats. «Allora si rinviava a settembre una verifica della ripresa delle attività», che evidentemente non è arrivata, considerato che nella mozione di una nuova riunione urgente per le minoranze. «Nulla è cambiato». La disamina della situazione presente, in effetti, non lascerebbe grande spazio all’immaginazione. «Alla data odierna la chirurgia è chiusa e pare non via siano speranze per la sua riapertura, con tutte le professionalità dirottate al pronto soccorso; continua oramai da più un anno l'assenza del pediatra, del fisiatra, del medico sportivo». . Come anche «le difficoltà operative dell'Adi (l’assistenza domiciliare, ndc) per carenza di personale; la fornitura di alcuni presidi sanitari; il ridimensionamento dell'operatività del laboratorio di analisi e della radiologia, per il mancato avvicendamento del personale andato in pensione».
Altre carenze vengono riscontrate nel servizio di laboratorio di analisi per la mancanza di reagenti e in radiologia, dove apparecchiature come Tac e Moc vengono considerate ormai obsolete. Era stata annunciata inoltre l'installazione di una Tac di ultima generazione, che avrebbe dovuto sostituire l’attuale macchinario piuttosto datato, andato più volte in tilt negli ultimi anni. Ma anche questa, dicono dai banchi delle opposizioni, è una promessa risultata vana.
Da qui la richiesta di «dare risposte immediate alla comunità, sullo stato attuale dei servizi ospedalieri e territoriali», non lasciata però a note più o meno ufficiali ma ad un dibattito istituzionale nella sala dove, attraverso il consiglio comunale, è rappresentata l’intera cittadinanza. Anche al fine di «concordare, possibilmente in modo unitario, azioni che possano ristabilire i servizi sospesi»: una finestra lasciata aperta per un possibile dialogo tra le varie componenti rappresentate tra i banchi dell'aula di piazza Carmine.
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