TORTOLì
La giunta finanzierà la statua di Mirko
di Lamberto Cugudda
Ieri la madre della vittima Paola Piras ha incontrato il sindaco
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TORTOLÌ. Ha atteso cinque minuti all’esterno del municipio, rispondendo al saluto di quanti l’hanno riconosciuta. «Scusa – ha detto a una giovane – ma devo cercare di ricordare bene chi sei. Ringrazio tutti per le parole e il grande affetto». Paola Piras, la madre di Mirko Farci, il 20enne ucciso l’11 maggio nella loro casa mentre cercava di proteggerla dalla furia assassina, ieri ha partecipato, insieme all’artista Roberto Arzu, a un incontro con il sindaco Massimo Cannas e alcune assessore per parlare della scultura che verrà realizzata nel piazzale dell’Alberghiero. Prima di entrare in Comune, la donna ha detto di essere grata ad Arzu, al Comune e alla comunità «per questa statua che servirà a ricordare il mio Mirko».
Al termine dell’incontro si è saputo che il Comune si farà carico di tutte le spese per realizzare la statua. Il restauratore-scultore Roberto Arzu farà tutto a titolo gratuito. Paola Piras, tornata a casa a inizio ottobre, dopo cinque mesi in ospedale (di cui 42 in coma a causa delle 18 coltellate che le erano state inferte) continua postare video e foto per ricordare il suo amato «Mirko angioletto mio». Il 31 ottobre ha scritto: «La prima volta che dopo tanti mesi in ospedale mi hanno messa davanti ad uno specchio, l’ immagine che ho visto era molto diversa da quella della notte del 10 maggio, poche ore prima della tragedia. Una donna diversa: magrissima , con gli occhi tristi e una enorme ferita tra mento e collo. È stato traumatico allora. Oggi invece questa ferita mi racconta la storia di Mirko e la mia ,che non dimenticherò mai, indipendentemente dai segni visibili sul corpo».
Al termine dell’incontro si è saputo che il Comune si farà carico di tutte le spese per realizzare la statua. Il restauratore-scultore Roberto Arzu farà tutto a titolo gratuito. Paola Piras, tornata a casa a inizio ottobre, dopo cinque mesi in ospedale (di cui 42 in coma a causa delle 18 coltellate che le erano state inferte) continua postare video e foto per ricordare il suo amato «Mirko angioletto mio». Il 31 ottobre ha scritto: «La prima volta che dopo tanti mesi in ospedale mi hanno messa davanti ad uno specchio, l’ immagine che ho visto era molto diversa da quella della notte del 10 maggio, poche ore prima della tragedia. Una donna diversa: magrissima , con gli occhi tristi e una enorme ferita tra mento e collo. È stato traumatico allora. Oggi invece questa ferita mi racconta la storia di Mirko e la mia ,che non dimenticherò mai, indipendentemente dai segni visibili sul corpo».
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