«Serve una legge sulla montagna»

Confindustria chiama a raccolta i sindaci per chiedere alla Regione di stanziare fondi specifici

NUORO. I comuni del Nuorese e dell’Ogliastra chiedono alla Regione un tavolo tecnico sulla montagna e lo stanziamento di fondi specifici. In scala quello che è in fase di attuazione nel livello nazionale, dove sta per partire l’iter parlamentare per la nuova legge sulla montagna, con la creazione delle “green community” (comunità verdi), che potranno mettere sul piatto valori ambientali e in cambio domandare sostegni economici. Notizie e proposte al centro del convegno promosso due giorni fa dalla Confindustria della Sardegna centrale, insieme alla Camera di commercio. La discussione chiama i sindaci della provincia, così da ribadire problemi già conosciuti e fare delle proposte operative. Li precedono, in video-conferenza, gli amministratori del nord Italia, che sono protagonisti del tavolo nazionale, grazie al quale è arrivato il progetto di legge di settore. Luca Masneri, sindaco a Edolo, nel Bresciano, e coordinatore del comitato ministeriale, informa i convegnisti: «La nuova norma sarà collegata alla finanziaria e prevede, già dal 2022, 100 milioni di fondi per la montagna. Dal 2023 – raggiunge – saliranno a 140 milioni».

Sono dieci volte in più di quanto previsto dalle precedenti leggi. Ma ciò che forse supera lo stesso aspetto economico, è la capacità del tavolo, e poi della legge, di rilanciare le tematiche proprie di chi vive in montagna, a iniziare dalle penalizzazioni quotidiane a cui è soggetto. Andrea Ferruzzi, delegato per il settore della Confindustria nazionale: «Tra i punti ai quali si vuole dare una soluzione, c’è la garanzia dei servizi, da quelli sanitari a quelli didattici, per i comuni montani. Altra cosa – ha aggiunto – la previsione che una parte dei fondi vadano a chi fa impresa, senza la quale non c’è vita e futuro in qualsiasi luogo si viva». Urgenze che gli stessi operatori economici della provincia di Nuoro hanno anche di recente richiamato, con la richiesta d’interventi infrastrutturali e tagli sulle tasse. L’80 per cento di essi abitano e operano proprio in montagna. Cosicché la questione è centrale per la stessa Confindustria e il suo presidente Giovanni Bitti. Dal tavolo del convegno annuncia appunto la richiesta del tavolo tecnico regionale, dove abbiamo un posto gli operatori, insieme agli amministratori locali. Prima di sintetizzarne la ragione di fondo: «Il nostro territorio, dal Nuorese all’Ogliastra, possiede uno dei patrimoni ambientali più importanti dell’Europa. Riteniamo sia la base – sottolinea Bitti – per iniziative economiche di rilievo, a partire dal settore del turismo sostenibile». Tra le proposte dei sindaci. Angelo Stocchino (Arzana): «La fiscalità di vantaggio è uno strumento per sostenere i comuni montani. Per questo – specifica – alle zone franche urbane vanno aggiunte quelle per le aree rurali». Mentre di credito ambientale parla il sindaco di Gavoi, Salvatore Lai: «In un tempo in cui lo sconvolgimento climatico, pone al centro la questione ecologica, credo che le zone montane possano fare valere il fatto di avere preservato e poter offrire alla regione, allo stesso continente, una componente sana, necessaria nel nuovo modello di sviluppo».

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