Fallimento Queen, il pm chiede 6 anni

Macomer. Rinnovata la richiesta già avanzata un anno fa per l’ex patron Casella

MACOMER. Un anno dopo resta tutto come prima. Nell’ottobre del 2020 la decisione del collegio del tribunale di Oristano aveva fermato la macchina processuale poco prima che arrivasse alla sentenza. Le giudici Carla Altieri, Elisa Marras e Serena Corrias avevano ritenuto indispensabile una perizia per avere un chiarimento definitivo sul fallimento della società che gestiva il calzificio Queen e sulla conseguente contestazione di bancarotta. Ieri, alla luce delle conclusioni della dottoressa Anna Cau, il pubblico ministero Armando Mammone ha reiterato la richiesta di condanna a sei anni per l’ex patron della Queen, l’imprenditore mantovano Sergio Casella. Allo stesso modo, ha sollecitato l’assoluzione per gli altri due imputati ovvero l’ex direttore dello stabilimento Celso Torri e l’ex componente del consiglio di amministrazione Domenico Falchi.

La sentenza arriverà il 9 febbraio, intanto la pubblica accusa ha ribadito i motivi che stanno alla base delle sue conclusioni, facendo riferimento alla perizia e a quel che i libri contabili hanno raccontato ovvero che le scritture sarebbero state inattendibili e che sarebbero stati operati dei sotterfugi per mascherare un debito sempre crescente. Il metodo usato sarebbe stato quello del passaggio di denaro dalla società che gestiva la Queen ad altre società collegate proprio per giustificare operazioni fittizie.

Le richieste di assoluzione per gli altri due imputati sono state invece motivate con il fatto che essi non avessero effettivo potere decisionale sui movimenti economici e sulla tenuta dei libri contabili, tesi sposate anche dall’avvocato difensore Riccardo Uda che assiste Celso Torri e Domenico Falchi.

A diverse conclusioni è invece arrivato l’avvocato Stefano Sfarzi Sartori che ha sollecitato l’assoluzione anche per il proprio assistito. Ha infatti sostenuto che Sergio Casella avesse distribuito solamente riserve economiche maturate sino al 2006 e quindi nella disponibilità dell’azienda. Anche i bilanci, per quanto in certi passi non di facile lettura per via di duplicazioni di documenti, contenevano comunque tutte le indicazioni per poter ricostruire la contabilità aziendale. L’avvocato ha poi evidenziato come in quasi 20 anni di attività imprenditoriale a Macomer la società abbia pagato oltre 70milioni di stipendi e garantito a lungo un reddito a tante famiglie. Ora la sentenza.

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