La Nuova Sardegna

Nuoro

“Canne al vento” esce in versione nuorese

“Canne al vento” esce in versione nuorese

Il poeta Gianni Manca traduce il noto romanzo di Grazia Deledda “Che-i sa canna in-su bentu”

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NUORO. Tradurre Grazia Deledda in nugoresu berteru, verace: una sfida immane che il poeta Gianni Manca lancia nel 150° anniversario della nascita della scrittrice di Nuoro premio Nobel per la letteratura. Tra una celebrazione e l’altra, il romanzo “Canne al vento” prende ora forma come “Che-i sa canna in-su bentu” (appena uscito per le edizioni Kimerik). È forse l’opera più nota di Grazia Deledda, che parlava e amava la sua lingua materna, “su nugoresu” appunto, benché avesse scelto di scrivere in italiano con il chiaro intento di avere una platea ben più vasta di quella che poteva assicurarle la sua “piccola” Sardegna. Grazia Deledda ha sempre attinto a piene mani dal microcosmo che la circondava, dal patrimonio delle tradizioni popolari come pure dalle leggende, dai fatti e fattacci di cronaca come pure dalla lingua sarda, ricca di espressioni intraducibili che ha spesso lasciato intonse nelle sue opere.

La traduzione di Manca è una trasposizione in nuorese verace. Esistono già traduzioni in sardo, sia di “Canne al vento” sia di altri libri. Perché allora in nugoresu berteru? «Perché dobbiamo salvare e coltivare la nostra lingua materna, che era anche la lingua materna di Grazia Deledda» risponde Manca. Ogni parola è vissuta, viene cercata, scandagliata e rivoltata; ogni frase riscritta, riadattata e limata come soltanto i migliori artigiani sanno fare. Già noto per le sue raccolte poetiche, dopo l’esperienza di “Che-i sa canna in su bentu”, Gianni Manca è già al lavoro per bortare in nugoresu un altro romanzo di Grazia Deledda, “La madre”, “Sa mama”, e altri ancora ne arriveranno. Abituato a lavorare sulle parole, sui singoli lemmi, autore di diverse raccolte di versi (una è appena uscita, “Elegia crepuscolare”, le più recenti sono del 2018, “Il canto della crisalide”, e del 2019, “Una strada tra la mente e il cielo”) sia in italiano sia in sardo sia in spagnolo. Le lingue sono il suo dono, e quel dono ora lo vuole mettere a disposizione dei lettori di Grazia Deledda. Nuorese doc anche lui, sempre attento e vigile ai cambiamenti e alle variazioni dei registri linguistici, Gianni Manca ha preso questo impegno e questo impegno porta a compimento. È legato alla sua terra da un amore incondizionato, ama appuntare in un quaderno, sin da quando era un bambino, le sue emozioni, quello che percepisce nei momenti più intimi. Ad oggi ha scritto una quindicina di libri. Collabora con la riista La Nuova Tribuna Letteraria.

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