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Induzione alla prostituzione, il pm: «Condannate l’imputato»

NUORO. Due anni e sei mesi, è quanto ha chiesto alla fine della requisitoria il pubblico ministero Selene Desole, al processo per induzione alla prostituzione minorile. Secondo il pm, la...

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NUORO. Due anni e sei mesi, è quanto ha chiesto alla fine della requisitoria il pubblico ministero Selene Desole, al processo per induzione alla prostituzione minorile. Secondo il pm, la responsabilità penale dell’imputato che aveva cercato di indurre un ragazzino, all’epoca dei fatti 14enne, a compiere atti sessuali in cambio della somma di 30 euro oppure di un telefono cellulare, è emersa chiaramente, nonostante la parte offesa, sentita in aula, abbia escluso di aver ricevuto qualsiasi tipo di richiesta. La pubblica accusa ha sempre sostenuto che gli atti sessuali, o comunque il tentativo di averli con i minori, ci siano stati e che siano stati parte di uno scambio, visto che l’imputato, offriva in cambio ai minori soldi, sigarette o ricariche telefoniche. Di parere opposto la difesa che ha chiesto l’assoluzione. Secondo l’avvocata Emilia Fois, infatti, non c’è prova di quanto sostenuto dall’accusa. Lo scambio di sms rilevato sul cellulare dell’uomo, in realtà avveniva tra il ragazzino e un suo nipote. Il processo è stato rinviato al 2 febbraio per eventuali repliche e la sentenza.

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