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La polemica sull’antenna approda in consiglio
SUNI. La polemica sollevata nei giorni scorsi sulla installazione di una nuova antenna di telefonia mobile in una zona vicina al paese è approdata nei giorni scorsi in consiglio comunale. Dove si è...
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SUNI. La polemica sollevata nei giorni scorsi sulla installazione di una nuova antenna di telefonia mobile in una zona vicina al paese è approdata nei giorni scorsi in consiglio comunale. Dove si è discussa la mozione presentata dal gruppo di opposizione Uniti per Suni, apertamente schierato contro la realizzazione del manufatto in un’area che per i componenti del gruppo è vicina alle case e di valenza panoramica. Installazione, ha ribadito il sindaco del paese Massimo Falchi, autorizzata sulla base di una serie di norme e tenuto conto della correttezza formale della richiesta, presentata in comune nel settembre scorso da una azienda del settore.
Pier Tonio Pinna, Antonio Erre, Emanuele Ruggiu e Maria Caterina Obinu contestano però le conclusioni del sindaco. «C’è differenza fra correttezza formale di un atto e la sua giustizia e utilità per la cittadinanza. Occorre vigilare su entrambe le caratteristiche degli atti, non solo sulla prima», la posizione di Uniti per Suni. Che attacca, convinto che l’assenso alla realizzazione «dimostra mancanza di lungimiranza politica e capacità di programmare il futuro del paese. L’amministrazione poteva analizzare meglio la situazione ed intervenire ad esempio con verifiche discrezionali in alcuni ambiti di competenza per i quali non si è espresso, pur dichiarandoli nel documento: radiazioni elettromagnetiche, trasformazione del territorio».
La richiesta a questo punto è per l’adozione di un apposito regolamento comunale che vada a disciplinare la posa di questo tipo di installazioni nel territorio del paese sull’altopiano della Planargia. Nel frattempo i lavori in località Salisarda continuano, ma in paese è da poco nato un comitato spontaneo di cittadini che sta raccogliendo il dissenso per la realizzazione di questa opera. (al.fa.)
Pier Tonio Pinna, Antonio Erre, Emanuele Ruggiu e Maria Caterina Obinu contestano però le conclusioni del sindaco. «C’è differenza fra correttezza formale di un atto e la sua giustizia e utilità per la cittadinanza. Occorre vigilare su entrambe le caratteristiche degli atti, non solo sulla prima», la posizione di Uniti per Suni. Che attacca, convinto che l’assenso alla realizzazione «dimostra mancanza di lungimiranza politica e capacità di programmare il futuro del paese. L’amministrazione poteva analizzare meglio la situazione ed intervenire ad esempio con verifiche discrezionali in alcuni ambiti di competenza per i quali non si è espresso, pur dichiarandoli nel documento: radiazioni elettromagnetiche, trasformazione del territorio».
La richiesta a questo punto è per l’adozione di un apposito regolamento comunale che vada a disciplinare la posa di questo tipo di installazioni nel territorio del paese sull’altopiano della Planargia. Nel frattempo i lavori in località Salisarda continuano, ma in paese è da poco nato un comitato spontaneo di cittadini che sta raccogliendo il dissenso per la realizzazione di questa opera. (al.fa.)
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