Siniscola il Tar dà ragione ai lottisti di Sos Appentos

Dopo 30 anni risolto il caso della mancata urbanizzazione da parte del Comune L’ente dovrà completare i lavori a proprie spese, ricorso al Consiglio di Stato 

SINISCOLA. A trent’anni di distanza si definisce davanti al Tribunale Amministrativo regionale la causa relativa alla lottizzazione “Perino” nella borgata di Sos Appentos, davanti alla costa di Capo Comino. Secondo i giudici del Tar dovrà essere il Comune di Siniscola a farsi carico delle opere di urbanizzazione primaria della Convenzione di lottizzazione che risale all’ottobre 1991. Secondo la sentenza, l’amministrazione comunale entro sei mesi dovrà prendere in carico se collaudabili oppure provvedere al completamento, messa a norma delle opere di urbanizzazione primaria non ancora eseguite. Si tratta di una vicenda che si trascina da decenni tra vari contenziosi sorti tra i lottisti e l’ufficio tecnico comunale che si è poi infine indirizzato a un ricorso al Tar. Oggetto del contendere, una parte dei lavori di urbanizzazione del villaggio sorto ai bordi della statale 125 orientale sarda tra Santa Lucia e Capo Comino. Le opere di arredo urbano al rilascio della concessione dovevano essere eseguite dai proprietari dei lotti con i consorziati, che avevano anche provveduto a versare una fideiussione a garanzia dell’esecuzione di strade, marciapiedi, impianti fognari e illuminazione pubblica. All’atto del passaggio delle opere al Comune era però sorto un contenzioso con l’ente pubblico che si era rifiutato di prendere in carico la lottizzazione per il mancato completamento di alcune opere.

A nome dei consorziati che avevano firmato la convenzione con il Comune, gli eredi Pau e Perino hanno quindi deciso di procedere per vie legali contro il Comune. I ricorrenti, tutti proprietari di unità immobiliari a Sos Appentos, lamentavano il fatto che il Comune non avesse mai provveduto (in corso d’opera o definitivo) alle opere di urbanizzazione primaria né alla presa in carico delle stesse le quali, a distanza di decenni dalla loro realizzazione, necessitano ormai di improrogabili interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

I lottisti nel ricorso al Tar lamentavano l’inerzia dell’amministrazione comunale, malgrado negli anni scorsi ci siano state ripetute richieste d’intervento con rassicurazioni degli uffici competenti rimaste però inevase. L’ultimo appello sl Comune i lottisti lo avevano esposto nel gennaio 2019 rappresentando le criticità e i pericoli determinati dallo stato delle strade e della mancata manutenzione delle opere di urbanizzazione. La patata bollente passa ora nelle mani dell’amministrazione che dovrà reperire i fondi necessari al completamento delle opere anche se non è escluso, che il comune possa appellare la sentenza al consiglio di Stato.

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