Servizio Igiene pubblica senza rinforzi
di Giusy Ferreli
Covid, i tre medici continuano a dividersi tra le sedi di Lanusei, Jerzu e Tortolì
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LANUSEI. Che fine hanno fatto gli operatori sanitari e gli amministrativi assunti per contrastare l’emergenza Covid-19? Di sicuro non sono arrivati a rinforzare il servizio di Igiene pubblica della Assl di Lanusei che, di fronte alla recrudescenza della pandemia si ritrova a contrastare il virus con armi spuntate.
E sì che, almeno una piccola parte degli assistenti sanitari, infermieri, operatori sociosanitari, e degli amministrativi, se non proprio dei biologi, il cui contratto a tempo determinato è stato prorogato di recente da Ats, avrebbe fatto davvero comodo alla squadra di tre medici igienisti che si dividono tra le sedi di Jerzu, Lanusei e Tortolì, uno dei quali, peraltro, non si occupa di Covid.
La vicenda, alla luce di questo, appare del tutto paradossale: la prima linea dell’Igiene pubblica (composta, oltre che dai medici da quattro assistenti sanitarie, un’infermiera e due amministrativi di cui una assunta tramite agenzia interinale), rimane sguarnita proprio nel momento in cui l’impennarsi dei nuovi casi impone un maggior impegno per i tracciamenti dei contatti e le altre incombenze legate al contrasto del virus.
Rimane la certezza che le 17 unità lavorative prorogate siano finite da altre parti, con il dubbio che, magari, siano finite dove servono meno per la gestione dell’emergenza Covid pur essendo state specificamente reclutate per questo. Qualche difficoltà si registra anche sul fronte dell’Usca, l’unità speciale che si occupa di seguire a domicilio i positivi.
I ranghi dei medici si sono ridotti, una situazione che con l’aumentare dei casi ha fatto registrare file di persone di fonte alla sede di Bari Sardo per sottoporsi al tampone. Notevole nei giorni scorsi è stato l’aumento dei casi di Covid-19 in particolare a Baunei. La piattaforma regionale ha comunicato all'amministrazione comunale che risultano 30 persone positive, 43 quelle in isolamento.
Scontato l’appello del sindaco Stefano Monni. «In questi giorni di festività non abbassiamo la guardia e continuiamo a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie anche in tema di quarantena, sia preventiva che obbligatoria. Mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, evitiamo gli assembramenti e igienizziamo spesso le mani. Auguriamo – è il messaggio rivolto alla comunità dall'amministrazione comunale – alle persone coinvolte di ritornare presto a una normale quotidianità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E sì che, almeno una piccola parte degli assistenti sanitari, infermieri, operatori sociosanitari, e degli amministrativi, se non proprio dei biologi, il cui contratto a tempo determinato è stato prorogato di recente da Ats, avrebbe fatto davvero comodo alla squadra di tre medici igienisti che si dividono tra le sedi di Jerzu, Lanusei e Tortolì, uno dei quali, peraltro, non si occupa di Covid.
La vicenda, alla luce di questo, appare del tutto paradossale: la prima linea dell’Igiene pubblica (composta, oltre che dai medici da quattro assistenti sanitarie, un’infermiera e due amministrativi di cui una assunta tramite agenzia interinale), rimane sguarnita proprio nel momento in cui l’impennarsi dei nuovi casi impone un maggior impegno per i tracciamenti dei contatti e le altre incombenze legate al contrasto del virus.
Rimane la certezza che le 17 unità lavorative prorogate siano finite da altre parti, con il dubbio che, magari, siano finite dove servono meno per la gestione dell’emergenza Covid pur essendo state specificamente reclutate per questo. Qualche difficoltà si registra anche sul fronte dell’Usca, l’unità speciale che si occupa di seguire a domicilio i positivi.
I ranghi dei medici si sono ridotti, una situazione che con l’aumentare dei casi ha fatto registrare file di persone di fonte alla sede di Bari Sardo per sottoporsi al tampone. Notevole nei giorni scorsi è stato l’aumento dei casi di Covid-19 in particolare a Baunei. La piattaforma regionale ha comunicato all'amministrazione comunale che risultano 30 persone positive, 43 quelle in isolamento.
Scontato l’appello del sindaco Stefano Monni. «In questi giorni di festività non abbassiamo la guardia e continuiamo a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie anche in tema di quarantena, sia preventiva che obbligatoria. Mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, evitiamo gli assembramenti e igienizziamo spesso le mani. Auguriamo – è il messaggio rivolto alla comunità dall'amministrazione comunale – alle persone coinvolte di ritornare presto a una normale quotidianità».
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