Trenino verde, stop di altri 6 mesi

La linea Macomer-Bosa sarà pronta soltanto a maggio. In fumo buona parte della stagione turistica 2022

MACOMER. Chiusa dal 24 luglio scorso per i danni provocati dagli incendi, la linea turistica Macomer-Bosa percorsa dal Trenino verde, dovrebbe tornare a essere operativa da maggio 2022. Serviranno almeno 150 giorni, che nella peggiore delle ipotesi diventerebbero 180, per concludere i lavori di rinnovo e manutenzione della tratta. «L’ottimizzazione del tracciato e gli interventi sull’armamento – spiega il direttore dell’Arst, Carlo Poledrini – riguarderanno una superficie di dieci chilometri. È prevista la ristrutturazione di sette passaggi a livello che interessano la viabilità comunale, provinciale e statale. In programma anche una serie di azioni per consentire la messa in sicurezza della strada ferrata che risulta perfettamente coerente al più generale appalto per l’efficienza dell’intera linea. L’apertura dei cantieri fornirà, dunque, l’occasione per effettuare lavori aggiuntivi calendarizzati da tempo. Il quadro economico dell’intervento, da bandire nelle prossime settimane, ammonta complessivamente a oltre un milione e 100mila euro». Grazie ai fondi derivanti dal Contratto di servizio per la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura prenderà forma anche un altro progetto.

«Quello – sottolinea l’assessore alle Attività produttive del Comune di Macomer, Rossana Ledda – della rifunzionalizzazione delle vecchie stazioni e delle case cantoniere che insistono lungo il percorso del Trenino verde. Una volta trasformati, questi beni ricettivi potranno essere messi a disposizione delle comunità e dei visitatori. Siamo convinti che i centri del Marghine e della Planargia potranno trarne giovamento». Ma non è tutto oro quel che luccica, recitava un vecchio adagio. Lo stop forzato dell’attività del Trenino verde nei primi mesi del nuovo anno manderà in fumo buona parte della stagione turistica 2022. Un duro colpo per la cooperativa Esedra che gestisce il servizio. «Comprendiamo lo sconforto e lo scoramento dei soci – puntualizza Rossana Ledda –. Sappiamo bene che a queste condizioni è impossibile calendarizzare i viaggi e programmare il cartellone. Difficile, se non impossibile, persino avviare la campagna di promozione degli eventi. Dal canto suo, l’amministrazione vigilerà che i lavori vengano consegnati nei tempi previsti». I danni provocati dai roghi sono stati ingenti. Diversi i tratti di strada ferrata inagibili e 3450 le traverse in legno bruciate dalle fiamme. «Siamo consci della criticità della situazione ma una volta concluse le opere- assicura Carlo Poledrini- la linea Macomer-Bosa sarà sicura e fruibile in toto».


 

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