Borore, positivi multati: hanno violato l’isolamento

Cittadini in quarantena sanzionati perché sorpresi in giro dalle forze dell’ordine. Il sindaco: «Comportamenti inaccettabili. Chi sbaglia ne paghi le conseguenze»

BORORE. Incuranti del rispetto delle misure anti Covid, e nonostante la positività accertata, sono andati in giro per le strade di Borore. E, vista la situazione di emergenza sanitaria, poco importa il motivo per il quale alcuni irriducibili “no vax” si siano allontanati dalla propria abitazione pur dovendo osservare il periodo obbligatorio di isolamento. «I controlli delle forze dell’ordine hanno permesso di sorprenderli, ammonirli e sanzionarli – spiega il sindaco, Tore Ghisu –. Comportamenti di questo genere sono inaccettabili e profondamente irrispettosi della maggior parte della popolazione che, in modo impeccabile e con profondo senso civico, si adegua alle norme vigenti. Chi sbaglia deve assumersene la responsabilità e pagarne le conseguenze». Il primo cittadino non usa mezzi termini. «Ognuno è libero di esprimere il proprio parere e di avere la sua personalissima visione delle cose – precisa – ma questo non può e non deve in alcun modo mettere a rischio la libertà e la salute altrui. Siamo nel pieno della quarta ondata. Dobbiamo prestare attenzione, evitando comportamenti scellerati in grado di incrementare la circolazione del virus». Appello fatto proprio da molti amministratori del Marghine anche se, spesso e volentieri, è caduto nel vuoto. In modo particolare nelle ultime due settimane in cui, tra aperitivi, digestivi, pranzi e cenoni, gli assembramenti sono stati inevitabili. Così come in diversi bar e locali di tutta la zona dove il numero degli avventori, stipati all’interno, ha superato di gran lunga la capienza massima consentita. Il mancato uso dei dispositivi di protezione ha fatto il resto. E sebbene le verifiche di Carabinieri e Polizia abbiano imposto la chiusura temporanea di alcune attività, due quelle a Macomer, altre sono riuscite a evitare il provvedimento. «Servirebbero più agenti e militari sul territorio» aveva sottolineato nei giorni scorsi il sindaco di Macomer, Antonio Succu. Una richiesta lecita che si scontra con la realtà: non ci sono abbastanza uomini e mezzi per effettuare controlli a tappetto. La Polizia locale, ad esempio, non può prestare servizio nelle ore notturne. Quindi per contenere i contagi, ovunque è arrivato lo stop ad attività ludiche, culturali e sportive. «Siamo stati costretti ad annullare i festeggiamenti per la Befana, compresi i laboratori a tema per i più piccoli. E con buona pace di tutti – rimarca Tore Ghisu – saranno vietati anche i falò di Sant’Antonio. Vogliamo scongiurare l’incremento dei positivi. Al momento in paese sono una decina. Trenta i nuclei familiari in quarantena».

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