Dossier della Cisl: la sanità riparta dalle periferie
«Oggi Il mercato di reclutamento dei medici è un mercato europeo: chi non si adegua ai tempi è destinato a scomparire». Lo sostiene a gran voce la Cisl medici dell’Ogliastra che sull’argomento ha...
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«Oggi Il mercato di reclutamento dei medici è un mercato europeo: chi non si adegua ai tempi è destinato a scomparire». Lo sostiene a gran voce la Cisl medici dell’Ogliastra che sull’argomento ha stilato un corposo documento destinato a indicare una strada praticabile. «La carenza di medici specialisti all’interno del servizio sanitario sta assumendo i contorni di una vera emergenza nazionale. In Sardegna, ma nello specifico nei territori più periferici, come ad esempio nella nostra Ogliastra, la gravità è tale che potrebbero non essere più garantiti i livelli essenziali di assistenza» sottolinea il neo segretario dell’organizzazione sindacale Giacinto Staffa.
«Com’è intuibile, la chiusura o riduzione dei servizi sanitari presenti nelle zone interne, determinerà il riversamento dei pazienti isolani nei centri di Cagliari e Sassari che non sono stati ampliati e adattati a fronteggiare l’evenienza. Ciò determinerà un drammatico effetto domino» prosegue Staffa. La Cisl ha preferito elaborare un progetto che analizzando le criticità del settore ha individuato i punti di forza da cui ripartire.
«Abbiamo inoltrato alle istituzioni coinvolte un documento perché convinti che si debba cambiare approccio al problema. Perché ogni anno 1.500 medici italiani emigrano all’estero? Perché scelgono Monaco di Baviera e non Lanusei, Nuoro o Cagliari? Forse perché viene loro garantita la formazione? Forse perché vengono trattati da professionisti? Forse perché non accumulano centinaia di giorni di ferie arretrate? Forse perché sono presenti i servizi alla genitorialità? Forse perché viene periodicamente valutato il benessere psico-fisico del dipendente? Su questo cose – è la sua conclusione – bisogna interrogarsi e trovare risposte concrete e noi come Cisl stiamo cercando di indicare la direzione». (g.f.)
«Com’è intuibile, la chiusura o riduzione dei servizi sanitari presenti nelle zone interne, determinerà il riversamento dei pazienti isolani nei centri di Cagliari e Sassari che non sono stati ampliati e adattati a fronteggiare l’evenienza. Ciò determinerà un drammatico effetto domino» prosegue Staffa. La Cisl ha preferito elaborare un progetto che analizzando le criticità del settore ha individuato i punti di forza da cui ripartire.
«Abbiamo inoltrato alle istituzioni coinvolte un documento perché convinti che si debba cambiare approccio al problema. Perché ogni anno 1.500 medici italiani emigrano all’estero? Perché scelgono Monaco di Baviera e non Lanusei, Nuoro o Cagliari? Forse perché viene loro garantita la formazione? Forse perché vengono trattati da professionisti? Forse perché non accumulano centinaia di giorni di ferie arretrate? Forse perché sono presenti i servizi alla genitorialità? Forse perché viene periodicamente valutato il benessere psico-fisico del dipendente? Su questo cose – è la sua conclusione – bisogna interrogarsi e trovare risposte concrete e noi come Cisl stiamo cercando di indicare la direzione». (g.f.)
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