Nieddu non convince i sindaci

Confronto a distanza tra assessore regionale e conferenza sociosanitaria: la mobilitazione prosegue

LANUSEI. «Il sistema è unico, l’obiettivo comune. Tutti i direttori generali della Sardegna, in caso di criticità e di chiusure dei servizi, saranno chiamati a risponderne. Non voglio più ricevere telefonate la vigilia di Natale o di Pasqua per essere informato della chiusura di un reparto a Lanusei o a Tempio». L’assessore alla Sanità Mario Nieddu, ospite videocollegato della conferenza sociosanitaria territoriale riunita in via straordinaria nella sala mensa dell’ospedale di Lanusei, in affanno per la cronica mancanza di specialisti, ha dettato la linea degli interventi che in questo momento, per sua stessa ammissione non possono che essere interventi tampone. E che comunque non sortiranno il loro effetto prima di qualche settimana, visto che la cardiologia e la pediatria del Nostra signora della Mercede rimarranno ancora chiusi.

«In questo senso mi aspetto che l'Aou di Sassari continui ad assicurare il suo appoggio alla cardiologia di Lanusei, idem per la pediatria che ha sttoscritto un accordo di collaborazione con il Brotzu diretto da Foddis», ha sottolineato Nieddu che ha indicato nelle Rar (risorse aggiuntive regionali) una delle soluzioni strutturali. «I 42 milioni di euro della manovra finanziaria serviranno non solo per gli incentivi destinati ai medici che scelgono di lavorare in zone considerate poco appetibili ma anche per un ritocco al rialzo dei contratti degli operatori sanitari che in Sardegna sono i più bassi», ha dichiarato l'assessore, che ha aggiunto: «Voglio esercitare esclusivamente il ruolo di indirizzo, programmazione, controllo e verifica e lasciare l’aspetto gestionale a chi di competenza: i direttori generali delle Asl».

Nel caso dell’Ogliastra si tratterà del gastroenterologo sassarese Luigi Cugia, ieri assente giustificato, che diventerà l’interlocutore privilegiato dei rappresentanti del territorio. All'intervento di Nieddu, preceduto da una breve introduzione del presidente della conferenza sociosanitaria e sindaco di Lanusei Davide Burchi, che ha riportato l’attenzione sull’organico (69 a fronte dei 120 previsti dalla pianta ospedaliera) sono seguiti quelli sindaci (Angelo Stochino Ivan Mameli, Carlo Lai), sindacalisti (Giacinto Staffa della Cisl medici) parlamentari (Romina Mura) e consiglieri regionali (Salvatore Corrias) che hanno chiesto chiarimenti e prospettato soluzioni per il reclutamento di nuovi professionisti.

Non è mancata una polemica a distanza con la ministra Messa. «Non è vero che i medici sono mal distribuiti , i medici non ci sono. I pronti soccorso stanno lavorando con una carenza del 60 per cento», ha detto Nieddu.

La stessa penuria riguarda il territorio. Di questo passo i due reparti del presidio ogliastrino rimarranno ancora chiusi alle degenze e a breve anche il punto nascita, se non si dovessero trovare pediatri per l'assistenza al parto, chiuderà i battenti. Il rinnovo delle convezioni, tra i primi atti del trio che da eri è alla guida ella rediviva Asl 4 , rischiano di non essere risolutive.

«Speriamo di riaprire il reparto a metà gennaio, mente il15 febbraio arriverà un nuovo cardiologo», ha detto il neo direttore sanitario dell’azienda sanitaria Luigi Ferrai. Un macigno che l’assemblea dei sindaci non ha gradito, tanto da aver annunciato la ripresa della mobilitazione, questa volta in trasferta. «Noi non smobilitiamo – ha detto Burchi in chiusura – . A breve convocheremo i consigli comunali a Cagliari. Se necessario, ci recheremmo a Roma».

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