Sei anni al patron Sergio Casella

Il tribunale di Oristano condanna il titolare del calzificio e assolve il direttore Torri e l’ex cda Falchi

ORISTANO. Dopo tanti rinvii, perizie e ulteriori chiarimenti ieri in tarda mattinata è arrivata la sentenza nella complessa vicenda del calzificio Queen di Macomer. Le giudici del Tribunale di Oristano Carla Altieri, Elisa Marras e Serena Corrias hanno poco emesso il verdetto nel processo che vedeva a giudizio i vertici della società che gestiva il calzificio nella zona industriale del capoluogo del Marghine. Dei tre imputati, l’unica condanna, a sei anni di reclusione, è arrivata per l’ex patron della Queen, l’imprenditore mantovano Sergio Casella. Pena identica a quella sollecitata nell’ultima udienza dal pubblico ministero Armando Mammone. Assolti (per non aver commesso il fatto) gli altri due imputati ovvero l’ex direttore dello stabilimento Celso Torri e l’ex componente del consiglio di amministrazione Domenico Falchi, entrambi difesi dall’avvocato Riccardo Uda.

Anche per loro la pubblica accusa aveva sollecitato l’assoluzione, richiesta poi accolta dai giudici del collegio. Giudici che dispositivo alla mano hanno sposato in pieno le conclusioni della pubblica accusa, secondo cui i libri contabili sarebbero state inattendibili e che sarebbero stati operati sotterfugi per mascherare un debito sempre crescente. Il metodo usato sarebbe stato il passaggio di denaro dalla società che gestiva la Queen ad altre società collegate proprio per giustificare operazioni fittizie.

Le richieste di assoluzione per gli altri due imputati sono state invece motivate con il fatto che questi non avessero effettivo potere decisionale sui movimenti economici e sulla tenuta dei libri contabili, tesi sposate anche dall’avvocato difensore Riccardo Uda che assisteva Celso Torri e Domenico Falchi. A diverse conclusioni non accolte dal collegio è invece arrivato l’avvocato Stefano Sfarzi Sartori, che ha sollecitato l’assoluzione anche per il proprio assistito sostenendo che Sergio Casella avesse distribuito solamente riserve economiche maturate sino al 2006 e quindi nella disponibilità dell’azienda. Anche i bilanci, per quanto in certi passi non di facile lettura per via di duplicazioni di documenti, contenevano comunque tutte le indicazioni per poter ricostruire la contabilità aziendale.

Tra novanta giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza e in base a queste costruire un eventuale ricorso in appello, percorso pressoché scontato per il legale del patron Sergio Casella. L'inchiesta, scattata nel 2011 subito dopo il fallimento della ditta che a Tossilo produceva calze e biancheria intima, era culminata con l'arresto di Casella e con il sequestro preventivo di denaro e beni immobili per un valore complessivo di un milione di euro. Il Tribunale del lavoro di Oristano aveva dichiarato fallita la Queen di Macomer esattamente nel gennaio di dieci anni fa. E con il calzificio si sgretolava un altro tassello industriale della Sardegna centrale. Una realtà che diversi anni era stata molto importante per il tessuto economico e sociale del Marghine capaci di impiegare nello stabilimento quasi 200 persone, soprattutto donne.

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