Vaccini e cartoni animati: i bambini fanno l’en plein
di Alessandra Porcu
Macomer. Successo della campagna allestita nell’Istituto comprensivo Caria La testimonianza di una mamma: «Ora finalmente anche mia figlia è protetta»
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MACOMER. Il settantesimo bimbo è stato vaccinato alle 14.45 e ha trascorso i quindici minuti successivi nell’aula trasformata in una sala d’attesa dove, per l’intera mattinata, sono stati trasmessi i cartoni animati. «Tutti gli alunni in lista, dai 5 agli 11 anni, si sono presentati all’appuntamento» ha sottolineato orgoglioso Sergio Masia, dirigente della secondaria di primo grado di via Ariosto a Macomer dove ieri ha preso avvio la campagna di immunizzazione nelle scuole. «Sono contento che l’Istituto comprensivo “Giannino Caria” abbia contribuito alla riuscita dell’iniziativa. La macchina ha funzionato e di questo bisogna ringraziare anche genitori, amministrazione comunale e servizio di Igiene pubblica».
Si proseguirà il 22 gennaio. Sabato prossimo sarà il turno degli scolari della primaria di Santa Maria e dei bimbi della scuola dell’infanzia di Sa Corte, una settantina in tutto. Insieme a loro verranno immunizzati anche alcuni bimbi che lo scorso 15 gennaio non hanno potuto ricevere la loro prima dose di Pfizer (ridotta a 0.2 mcg) perché non presenti in elenco. «Ho quattro figli – dice Federica Salaris – e ho scelto, con convinzione, di proteggerli dal virus. Credo fermamente nel vaccino e nella sua efficacia. I più grandi, di 13 e 15 anni, hanno già completato il ciclo col booster. Le femminucce di 5 e 11, invece, hanno appena fatto l’iniezione».
Composte, e per niente impaurite, hanno aspettato il loro turno insieme agli altri coetanei. Ad accompagnarli, le mamme e i papà come Davide Piu che, nell’attesa, ha raccontato di aver passato il Covid. «Erano risultate positive anche mia moglie e mia figlia, per fortuna con sintomi non gravi. La convivenza forzata con l’infezione ha accresciuto la nostra fiducia nella medicina. Ecco perché oggi abbiamo scelto di portare qui entrambi i nostri bimbi». Anche Daniela Putzolu era impaziente che arrivasse il giorno dell’inoculazione. «Sapere che la mia bambina più piccola è finalmente protetta mi rende più serena. Ho terrore del coronavirus, non del vaccino. Spero che tanti genitori, spaventati dall’idea di immunizzare i propri figli, cambino parere. Non possiamo continuare a essere ostaggi della pandemia». Lei, mamma e imprenditrice, da oltre un anno tocca con mano gli effetti della crisi economica.
«Nelle ultime settimane – ha ammesso – il nostro panificio ha registrato l’ennesimo calo vertiginoso delle vendite. Abbiamo 11 dipendenti. Un altro lockdown sarebbe disastroso».
«Siamo riusciti a programmare la campagna vaccinale nelle scuole grazie all’impegno del direttore generale della Asl di Nuoro, Paolo Cannas – ha sottolineato Maria Giovanna Porcu, direttrice del Distretto sanitario di Macomer –. I medici, gli infermieri, il personale scolastico e il Comune hanno fatto il resto. Crediamo di essere sulla strada giusta e proseguiremo su questa linea».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si proseguirà il 22 gennaio. Sabato prossimo sarà il turno degli scolari della primaria di Santa Maria e dei bimbi della scuola dell’infanzia di Sa Corte, una settantina in tutto. Insieme a loro verranno immunizzati anche alcuni bimbi che lo scorso 15 gennaio non hanno potuto ricevere la loro prima dose di Pfizer (ridotta a 0.2 mcg) perché non presenti in elenco. «Ho quattro figli – dice Federica Salaris – e ho scelto, con convinzione, di proteggerli dal virus. Credo fermamente nel vaccino e nella sua efficacia. I più grandi, di 13 e 15 anni, hanno già completato il ciclo col booster. Le femminucce di 5 e 11, invece, hanno appena fatto l’iniezione».
Composte, e per niente impaurite, hanno aspettato il loro turno insieme agli altri coetanei. Ad accompagnarli, le mamme e i papà come Davide Piu che, nell’attesa, ha raccontato di aver passato il Covid. «Erano risultate positive anche mia moglie e mia figlia, per fortuna con sintomi non gravi. La convivenza forzata con l’infezione ha accresciuto la nostra fiducia nella medicina. Ecco perché oggi abbiamo scelto di portare qui entrambi i nostri bimbi». Anche Daniela Putzolu era impaziente che arrivasse il giorno dell’inoculazione. «Sapere che la mia bambina più piccola è finalmente protetta mi rende più serena. Ho terrore del coronavirus, non del vaccino. Spero che tanti genitori, spaventati dall’idea di immunizzare i propri figli, cambino parere. Non possiamo continuare a essere ostaggi della pandemia». Lei, mamma e imprenditrice, da oltre un anno tocca con mano gli effetti della crisi economica.
«Nelle ultime settimane – ha ammesso – il nostro panificio ha registrato l’ennesimo calo vertiginoso delle vendite. Abbiamo 11 dipendenti. Un altro lockdown sarebbe disastroso».
«Siamo riusciti a programmare la campagna vaccinale nelle scuole grazie all’impegno del direttore generale della Asl di Nuoro, Paolo Cannas – ha sottolineato Maria Giovanna Porcu, direttrice del Distretto sanitario di Macomer –. I medici, gli infermieri, il personale scolastico e il Comune hanno fatto il resto. Crediamo di essere sulla strada giusta e proseguiremo su questa linea».
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