Il centro diurno disabili sarà trasferito a Birori
di Alessandra Porcu
I locali di Macomer, da ristrutturare, non consentivano la sicurezza del servizio I lavori potrebbero durare a lungo: sono stati segnalati anche danni strutturali
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MACOMER. Il trasferimento dal centro diurno per disabili di Macomer (gestito dalla cooperativa Progetto H) a quello del centro sociale diurno “Romano Benevole” di Birori è cominciato ieri. I locali, messi a disposizione in modo gratuito e temporaneo dal Comune, accoglieranno una dozzina di ospiti. «Abbiamo offerto i nostri spazi, ampi e accoglienti – spiega il sindaco, Silvia Cadeddu, nonché presidente dell’Unione dei Comuni del Marghine che gestisce e finanzia il servizio – per garantire una continuità indispensabile per le famiglie del territorio». Dello stesso avviso Rossana Ledda. «In accordo con lo staff e gli uffici tecnici – sottolinea la referente alle Politiche sociali dell’Unione – abbiamo lavorato per andare incontro alle esigenze degli utenti che ogni giorno frequentano quello che è diventato un prezioso punto di riferimento. Luogo di aggregazione e spazio socio-educativo di qualità».
Il cambio di sede è stato necessario per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione nello stabile macomerese della Pineta Albano, in viale Pietro Nenni. «Da tempo, per la precisione dal 2019 – racconta Marco Aresu, presidente dell’associazione Astudan che sostiene e supporta gli utenti del centro – abbiamo denunciato la presenza di infiltrazioni sul tetto. Come se non bastasse sappiamo, per vie informali, che le criticità riguarderebbero anche le fondamenta. Problemi che a lungo andare hanno reso gli ambienti malsani e poco idonei all’accoglienza. Finalmente, dopo reiterati appelli e sollecitazioni, siamo stati ascoltati. Sapere che i nostri cari potranno proseguire le attività in sicurezza ci conforta, allo stesso tempo – ammette – speriamo che i lavori possano essere eseguiti nel minor tempo possibile. L’auspicio è che la storica sede di Macomer possa riprendere al più presto la normale operatività».
A onor del vero, il completamento dell’atteso restyling potrebbe necessitare da uno a due anni. Al momento sarebbe, dunque, azzardato fare delle previsioni. Bisognerà poi valutare l’entità dei danni alla struttura e se la manutenzione rientri nella fascia ordinaria o straordinaria. Acquisiti tutti gli elementi si comprenderà se a mettere mano al portafoglio dovrà essere l’amministrazione civica di Macomer, l’Unione dei Comuni del Marghine o entrambi gli enti. «Gli amministratori locali hanno sempre dimostrato sensibilità e impegno – sostiene Rita Zaru, sindaco di Noragugume e membro della giunta dell’Unione –. C’è la volontà, grazie al nuovo bando, di aumentare il numero di utenti ampliando il servizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il cambio di sede è stato necessario per consentire l’avvio dei lavori di ristrutturazione nello stabile macomerese della Pineta Albano, in viale Pietro Nenni. «Da tempo, per la precisione dal 2019 – racconta Marco Aresu, presidente dell’associazione Astudan che sostiene e supporta gli utenti del centro – abbiamo denunciato la presenza di infiltrazioni sul tetto. Come se non bastasse sappiamo, per vie informali, che le criticità riguarderebbero anche le fondamenta. Problemi che a lungo andare hanno reso gli ambienti malsani e poco idonei all’accoglienza. Finalmente, dopo reiterati appelli e sollecitazioni, siamo stati ascoltati. Sapere che i nostri cari potranno proseguire le attività in sicurezza ci conforta, allo stesso tempo – ammette – speriamo che i lavori possano essere eseguiti nel minor tempo possibile. L’auspicio è che la storica sede di Macomer possa riprendere al più presto la normale operatività».
A onor del vero, il completamento dell’atteso restyling potrebbe necessitare da uno a due anni. Al momento sarebbe, dunque, azzardato fare delle previsioni. Bisognerà poi valutare l’entità dei danni alla struttura e se la manutenzione rientri nella fascia ordinaria o straordinaria. Acquisiti tutti gli elementi si comprenderà se a mettere mano al portafoglio dovrà essere l’amministrazione civica di Macomer, l’Unione dei Comuni del Marghine o entrambi gli enti. «Gli amministratori locali hanno sempre dimostrato sensibilità e impegno – sostiene Rita Zaru, sindaco di Noragugume e membro della giunta dell’Unione –. C’è la volontà, grazie al nuovo bando, di aumentare il numero di utenti ampliando il servizio».
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