Tumori all’utero, a Nuoro riparte lo screening
Giusy Ferreli
Impegno del sottosegretario Costa dopo l’incontro con Lapia e Vivere a colori. Pintore: vigileremo sulle promesse
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NUORO. «Gli screening per prevenire il tumore al seno sono fermi da due anni, quelli per il tumore delle cervice uterina sono andati avanti a singhiozzo. Di questo e di tutto ciò che riguarda la prevenzione del cancro e l’assistenza ai malati oncologici parleremo con il sottosegretario alla salute Andrea Costa nella sua visita a Nuoro». Marilena Pintore, presidente dell’associazione Vivere a Colori, non si è accontentata delle promesse che danno come imminente la piena operatività degli screening per il tumore alla cervice e ha rilanciato investendo del problema il Governo. Lo ha fatto nel corso dell’incontro, avvenuto mercoledì a Roma, con il vice del ministro Roberto Speranza, incontro voluto dalla deputata Mara Lapia. Il sottosegretario ha ascoltato con attenzione tutte le problematiche legate all’ospedale di Nuoro e le criticità della sanità nuorese, a partire dalla drammatica situazione in cui si trovano le donne, alle quali di fatto in tutti questi mesi è stata negata la prevenzione.
A rischio anche i follow up per le pazienti che hanno visto slittare appuntamenti e controlli perché in reparto sono rimaste solo tre oncologhe. Costa dal canto suo ha assicurato massima attenzione. «Appena si concluderanno le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, insieme alla collega Lapia, farò una visita all’ospedale San Francesco e andrò a trovare l’Associazione Vivere a Colori» ha affermato il sottosegretario. Mara Lapia, sostenitrice dell’associazione che raccoglie oltre 8mila iscritti, anche come paziente, ha ricordato che in altre occasioni si è mossa per portare all’attenzione del Governo le criticità della sanità nuorese. «Nel 2019 ho promosso la visita del sottosegretario Bartolazzi a Nuoro e Siniscola, questa volta ci occupiamo del San Francesco e della sanità nuorese. Non possiamo più aspettare – ha ribadito la parlamentare – dobbiamo non solo salvare questo ospedale, ma fargli restituire il posto importante che occupava per questo territorio».
«Abbiamo fatto un grande passo avanti. Varcando il Tirreno – ha sottolineato Pintore – abbiamo dato un forte impulso alla nostra protesta. L’obiettivo, condiviso con la deputata Lapia, è far toccare con mano al sottosegretario i nostri problemi e le carenze di questo territorio in ambito sanitario, forse finalmente riusciremo a migliorare la nostra condizione di malate e magari a garantire finalmente il diritto alla salute anche ai cittadini del nuorese». La protesta, in attesa della visita del sottosegretario Costa, continua. Il camper in cui da mesi Marilena Pintore e le sue compagne, pazienti oncologiche rimane nei giardini di piazza Vittorio Emanuele, presidio permanente che testimonia la lotta dei malati, non si muove da lì. Nonostante il freddo e l’invito del nuovo direttore generale della Asl di Nuoro, Paolo Cannas che qualche giorno fa ha visitato il presidio, le donne continuano la mobilitazione contro i disservizi dell’ospedale San Francesco e più in generale della sanità nuorese. «Chiediamo – è stata la conclusione di Pintore – che venga rispettato il diritto alla salute, non solo delle malate di cancro, ma di tutti i cittadini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A rischio anche i follow up per le pazienti che hanno visto slittare appuntamenti e controlli perché in reparto sono rimaste solo tre oncologhe. Costa dal canto suo ha assicurato massima attenzione. «Appena si concluderanno le votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, insieme alla collega Lapia, farò una visita all’ospedale San Francesco e andrò a trovare l’Associazione Vivere a Colori» ha affermato il sottosegretario. Mara Lapia, sostenitrice dell’associazione che raccoglie oltre 8mila iscritti, anche come paziente, ha ricordato che in altre occasioni si è mossa per portare all’attenzione del Governo le criticità della sanità nuorese. «Nel 2019 ho promosso la visita del sottosegretario Bartolazzi a Nuoro e Siniscola, questa volta ci occupiamo del San Francesco e della sanità nuorese. Non possiamo più aspettare – ha ribadito la parlamentare – dobbiamo non solo salvare questo ospedale, ma fargli restituire il posto importante che occupava per questo territorio».
«Abbiamo fatto un grande passo avanti. Varcando il Tirreno – ha sottolineato Pintore – abbiamo dato un forte impulso alla nostra protesta. L’obiettivo, condiviso con la deputata Lapia, è far toccare con mano al sottosegretario i nostri problemi e le carenze di questo territorio in ambito sanitario, forse finalmente riusciremo a migliorare la nostra condizione di malate e magari a garantire finalmente il diritto alla salute anche ai cittadini del nuorese». La protesta, in attesa della visita del sottosegretario Costa, continua. Il camper in cui da mesi Marilena Pintore e le sue compagne, pazienti oncologiche rimane nei giardini di piazza Vittorio Emanuele, presidio permanente che testimonia la lotta dei malati, non si muove da lì. Nonostante il freddo e l’invito del nuovo direttore generale della Asl di Nuoro, Paolo Cannas che qualche giorno fa ha visitato il presidio, le donne continuano la mobilitazione contro i disservizi dell’ospedale San Francesco e più in generale della sanità nuorese. «Chiediamo – è stata la conclusione di Pintore – che venga rispettato il diritto alla salute, non solo delle malate di cancro, ma di tutti i cittadini».
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