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Nuoro

Macomerarriva il reddito di libertà

di Alessandra Porcu
Macomerarriva il reddito di libertà

Hanno avuto il contributo cinque delle 24 donne aiutate dal Centro antiviolenza

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MACOMER. Lo scorso anno sono state 24 le donne che si sono rivolte al Centro antiviolenza dell’Unione dei Comuni del Marghine. Cinque hanno avuto accesso al Reddito di libertà erogato dall’Inps e una, a breve potrebbero aggiungersi delle altre beneficiarie, allo stesso sussidio stanziato dalla Regione. «Sono misure pensate ad hoc per fornire alle vittime di abusi l’indipendenza economica per rifarsi una vita- spiega Ilaria Concu, responsabile del Plus-. Spesso, in base alla complessità della situazione, oltre al supporto psicologico e legale si rende necessario garantire un sussidio. Utile, se non indispensabile, a versare la caparra per prendere in affitto un’abitazione o a pagare corsi di formazione. In sinergia con enti e istituzioni cerchiamo di rispondere alle varie esigenze». Interrotte il 1° gennaio 2022, le attività del Cav sono riprese due settimane fa. «Grazie al finanziamento regionale e alla compartecipazione dell’Unione dei Comuni saremo in grado di proseguire il nostro lavoro- spiega Silvia Piredda, psicologa della cooperativa onlus Porta Aperta che gestisce il Centro-. Espletate le pratiche per il rinnovo gestionale del servizio, siamo pronte ad ascoltare e accogliere tutte le donne che vorranno affidarsi a noi».

Come più volte ribadito, la struttura garantisce sempre la privacy. Il colloquio con le operatrici non obbliga mai la vittima a sporgere denuncia contro il maltrattante. «Vogliamo che questo sia ben chiaro- specifica la psicoterapeuta-. Chi ha bisogno d’aiuto può e deve rivolgersi a noi senza timore. Anche solo per un consiglio». I numeri ufficiali, in linea con quelli del resto d’Italia, raccontano che, su una popolazione complessiva di circa 20 mila abitanti, nel Marghine subisce violenza una donna su mille. «Dato significativo se si considera che non tutte, mogli, compagne o fidanzate che siano, trovano la forza di manifestare la propria condizione acuita, purtroppo, dalla pandemia- sottolinea l’assessore alle Politiche sociali dell’Unione, Rossana Ledda-. Dal canto nostro siamo orgogliosi di tendere una mano alle utenti del territorio e non solo. Vogliamo che si sentano supportate e accolte. Vorrei dire loro che esiste un modo per uscire dalla trappola della sopraffazione. Che possono tornare a essere libere». Il Centro antiviolenza ha sede in via Satta, 19, a Macomer. È operativo la mattina, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13. Il martedì e il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 18. Oppure si può contattare il 345 062 3614, inviare una mail a cavmarghine@portapertaonlus.it o un messaggio privato sulla pagina Facebook.



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