Budoni “polmoni azzurri” per ridare vita al mare
di Sergio Secci
Entra nel vivo il progetto Mare Nostrum che mira a rigenerare l’habitat costiero Strutture ecocompatibili vengono immerse nell’acqua per preservare la natura
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BUDONI. Una grossa imbarcazione dotata di gru sta posizionando davanti alla costa di Budoni gli sbarramenti artificiali per creare “polmoni azzurri” capaci di rigenerare forme di vita dove l’intensa azione di pesca ha desertificato il fondale. Si tratta del progetto “Mare nostrum” che ha preso il via con l’istallazione di scogliere artificiali capaci di rigenerare flora e fauna marina che saranno posizionate sul fondale compromesso da attività di pesca a strascico a poche miglia dalla costa.
«Il progetto Oceanus – spiega il responsabile tecnico di Mare Nostrum Guido Beltrami – prevede l’immersione di strutture ecocompatibili e certificate per le qualità dei materiali e caratteristiche, per creare dei reef artificiali in grado di rigenerare la biodiversità dell’areale impoverito rendendolo favorevole per lo sviluppo di molte specie ittiche con particolare attenzione alle fasi riproduttive. Si aumenterà sensibilmente la percentuale di sopravvivenza con conseguente aumento della produttività naturale nelle aree limitrofe. La Produttività potrà essere registrata e documentata durante i monitoraggi a lungo e medio termine e i primi monitoraggi sono previsti già a febbraio».
Dall’esperienza di progetti simili realizzati tra il 2005 e il 2016, è emerso che l’impiego di queste barriere favorisce la creazione di catene trofiche stabili e durature; incrementa la produzione di pesca; aiuta a proteggere e rinaturalizzare gli areali favorendo il ripristino della posidonia.
Il progetto di Oceanus, vuole costituire una soluzione concreta per arrestare l’impoverimento degli stock ittici mediterranei favorendo il ripristino della biodiversità con forti incrementi sia in termini qualitativi che quantitativi. Le barriere, oltre ad offrire rifugio e protezione ai pesci, forniscono anche nuove fonti alimentari, per questo vengono anche dette barriere di produzione e i particolari, come spiega il presidente e fondatore di Oceanus, Fabio Siniscalchi: «I polmoni azzurri sono ben più complesse degli ambienti naturali circostanti e la loro collocazione in ampi fondali arenosi le rende delle vere e proprie oasi marine. Progetti come questo, che speriamo presto di replicare in larga scala, sono in linea con le priorità dell'Unione Europea e i governi nazionali che hanno fissato obiettivi precisi fino al 2050 per orientare la politica e l’economia europea verso una transazione ecologica capace di proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dei Paesi dell’Unione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il progetto Oceanus – spiega il responsabile tecnico di Mare Nostrum Guido Beltrami – prevede l’immersione di strutture ecocompatibili e certificate per le qualità dei materiali e caratteristiche, per creare dei reef artificiali in grado di rigenerare la biodiversità dell’areale impoverito rendendolo favorevole per lo sviluppo di molte specie ittiche con particolare attenzione alle fasi riproduttive. Si aumenterà sensibilmente la percentuale di sopravvivenza con conseguente aumento della produttività naturale nelle aree limitrofe. La Produttività potrà essere registrata e documentata durante i monitoraggi a lungo e medio termine e i primi monitoraggi sono previsti già a febbraio».
Dall’esperienza di progetti simili realizzati tra il 2005 e il 2016, è emerso che l’impiego di queste barriere favorisce la creazione di catene trofiche stabili e durature; incrementa la produzione di pesca; aiuta a proteggere e rinaturalizzare gli areali favorendo il ripristino della posidonia.
Il progetto di Oceanus, vuole costituire una soluzione concreta per arrestare l’impoverimento degli stock ittici mediterranei favorendo il ripristino della biodiversità con forti incrementi sia in termini qualitativi che quantitativi. Le barriere, oltre ad offrire rifugio e protezione ai pesci, forniscono anche nuove fonti alimentari, per questo vengono anche dette barriere di produzione e i particolari, come spiega il presidente e fondatore di Oceanus, Fabio Siniscalchi: «I polmoni azzurri sono ben più complesse degli ambienti naturali circostanti e la loro collocazione in ampi fondali arenosi le rende delle vere e proprie oasi marine. Progetti come questo, che speriamo presto di replicare in larga scala, sono in linea con le priorità dell'Unione Europea e i governi nazionali che hanno fissato obiettivi precisi fino al 2050 per orientare la politica e l’economia europea verso una transazione ecologica capace di proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dei Paesi dell’Unione».
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