Assalti ai portavalori: per la banda Olianas 18 condanne definitive

Assolto un imputato, per altri tre si ritorna davanti alla Corte d'Appello di Cagliari. Al leader dell'organizzazione criminale 27 anni e 6 mesi

ROMA. Assolto per non aver commesso il fatto Giovanni Salvatore Pirisi (55 anni) di Sarule, nuovo giudizio d'appello per Manuele Soro (43), Matteo Soro (36) di Genova e Pasquale Scanu (36) di Bitti, assoluzione da alcuni reati minori per altri imputati con ritocchi delle pene e qualche prescrizione: si è concluso così, all'una e mezzo della notte di mercoledi 26 gennaio , il giudizio di Cassazione per 22 degli imputati delle ormai storiche rapine milionarie ai furgoni portavalori e ai caveau messi a segno in Sardegna tra il 2013 e il 2016, la famigerata banda Olianas - "la Ditta" - finita poi in gran parte in carcere, che finanziava con azioni di stampo militare il traffico di droghe.

Condannato in secondo grado a 7 anni di carcere, Pirisi - difeso da Tullio Moni - è risultato al giudizio definitivo estraneo al tentativo di rapina del 27 luglio 2015 alla Mondialpol di Arzachena. Per i fratelli Matteo e Pasquale Soro la Cassazione ha accolto il ricorso del difensore Lorenzo Soro, che in secondo grado si era visto respingere l'istanza di patteggiamento in appello sulla prima condanna a 6 anni: sarà un nuovo collegio a concordare la pena definitiva con il difensore. Sentenza annullata e giudizio-bis d'appello anche per Pasquale Scanu, difeso da Potito Flagella, condannato a Cagliari a 13 anni e mezzo. La Cassazione è intervenuta anche sulla posizione di Giovanni Olianas (57 anni) di Villagrande, considerato il capobanda e condannato a 28 anni in appello: difeso da Paolo Pilia e Leonardo Filippi, i giudici di piazza Cavour l'hanno assolto da due capi d'imputazione marginali e gli hanno scontato la pena da 28 anni a 27 anni, 5 mesi e 15 giorni. Stessa sorte per Gianluigi Olianas (60), difeso da Pilia e da Massimiliano Ravenna: da 6 anni e 3 mesi a 6 anni secchi. Lieve taglio di pena anche per Luca Arzu (50) di Talana, da 30 a 29 anni e 9 mesi. Fabrizio Manca (41 anni) di Villagrande, difeso da Marcello Caddori, ha beneficiato della prescrizione per un capo d'imputazione e la sua pena è calata da 17 anni e mezzo a 16 e mezzo.

Per tutto il resto viene confermata la sentenza d'appello del 16 settembre 2020: 5 anni a Roberto Serra (58 anni) di Quartu, difeso da Carmelino Fenudi e Alessandro Diddi, 18 anni e 10 mesi a Sergio Arzu (42 anni) di Talana difeso da Paolo Pilia, 13 anni a Simone Balloi (39 anni) di Nuoro, difeso da Gianfranco Mureddu e Pasquale Ramazzotti. Ancora: diventano definitivi 9 anni e mezzo per Michele Cherchi (41 anni) di Ozieri difeso da Antonio Mereu, 7 anni e mezzo per Salvatore Deriu (57 anni) di Santulussurgiu difeso da Tullio Moni e Fenudi. Le altre pene: 14 anni e mezzo per Angelo Lostia (39 anni) di Olzai difeso da Ramazzotti, 9 anni e 9 mesi per Antonello Mesina (31 anni) di Nuoro, difeso da Herika Dessì, 2 anni e 9 mesi per Francesco Monni (59 anni) di Orune difeso da Angelo Merlini, 4 anni e 2 mesi per Pasquale Bellu (54) anni) di Luras, 2 anni e 8 mesi per Marta Rosa Coda (60 anni) di Talana, 4 anni per Silvana Conti (52 anni) di Villagrande, 4 anni e 2 mesi per Pietro Paolo Lotto (54 anni) di Villagrande, 4 anni per Carlo Olianas (49 anni) di Villagrande.Ieri gli imputati condannati in via definitiva a pene non soggette a sospensione o che si trovavano in libertà per ragioni diverse sono stati arrestati dai carabinieri su ordine del giudice dell'esecuzione.

Nei prossimi giorni i difensori presenteranno istanze per ottenere forme di custodia alternativa o l'interruzione della detenzione. (m.l)

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