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La Svizzera ricorda Gesuino Paba il sopravvissuto di Buchenwald

La Svizzera ricorda Gesuino Paba il sopravvissuto di Buchenwald

ARITZO. Era sopravvissuto alla crudeltà dei lager, arrivando a un passo dalle camere a gas, Gesuino Paba, aritzese mancato all’età di 97 anni ad aprile scorso, che aveva affidato alla penna le sue...

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ARITZO. Era sopravvissuto alla crudeltà dei lager, arrivando a un passo dalle camere a gas, Gesuino Paba, aritzese mancato all’età di 97 anni ad aprile scorso, che aveva affidato alla penna le sue memorie. È stato il protagonista della Giornata della Memoria che si è tenuta l’altro ieri, nell’evento organizzato a Lucerna, in Svizzera, grazie al Comitato locale della Società Dante Alighieri che ha deciso di render omaggio all’autore del libro “Prigioniero 83964”, ossia il racconto drammatico della sua prigionia nel lager nazista di Buchenwald. A darne notizia è l’Associazione dei sardi a Torino “Antonio Gramsci”, presente all’evento grazie al gavoese Enzo Cugusi, che ha avuto l’onore di presentare il libro di Gesuino Paba, socio del sodalizio torinese. Proprio dalle parole dello stesso Paba si è avviata la riflessione durante l’evento a Lucerna. «Qualche anno fa – scrisse – sono tornato a Buchenwald. Ho rivisto i reticolati, quel che resta dei forni crematori e le baracche, dove ci raccoglievamo tremanti. Ho risentito, nel silenzio assordante di oggi, le voci e le invocazioni di ieri. Ho capito che non bastano 50 anni per cancellare il ricordo di un crimine così efferato. Oggi più che mai è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità». Nato nel 1924, quarto di otto figli, a 17 anni si arruolò nell’Arma dei carabinieri. Dopo un breve periodo a Roma, fu inviato in guerra nel fronte greco-balcanico. Nell’ottobre 1943, dopo l’armistizio, sopravvisse alla guerra e alle ritorsioni tedesche, rientrò a Roma e fu fatto prigioniero durante uno dei rastrellamenti tedeschi. È l’inizio dell’inferno e di un viaggio in prigionia che lo condurrà nei lager nazisti. Due anni tra bombardamenti, angoscia, disperazione e orrore: Meppen, Bielefeld, Paderbom, Dortmund e Buchenwald. Esperienza dolorosa affidata oltre che alle pagine di un libro, anche e soprattutto alla speranza delle giovani generazioni, nelle scuole dove spesso si è recato. (m.c.)

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