Robotronica educativa: il sogno degli studenti
di Alessandra Porcu
Macomer. L’intelligenza artificiale in un grande progetto dell’Ipia Amaldi La Fondazione di Sardegna conferma il finanziamento anche per il 2022
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MACOMER. Il sogno nel cassetto è quello di “dare la vista” al robot che gli studenti dell’Ipia Amaldi di Macomer stanno costruendo da tre anni.
«Il progetto “Robotronica educativa: automazione, robotica e meccatronica per i lavori di oggi e di domani” è stato finanziato dalla Fondazione di Sardegna anche per il 2022 e ripartirà a marzo» spiega il coordinatore Tore Ghisu. Lo stanziamento di 12mila euro consentirà a una decina di alunni di prendere parte al percorso extra curriculare.
«La speranza è quella di tornare da subito alla didattica in presenza – sottolinea il referente Gianluca Usai –. Il Covid ha impedito lo svolgimento delle lezioni frontali limitando, di fatto, le attività di laboratorio». Nonostante tutto gli allievi hanno proseguito il lavoro da casa, in autonomia e supportati, quando necessario, da un tutor.
Grazie alle stampanti 3d fornite in comodato d’uso dalla scuola sono stati in grado di costruire gli arti del robot umanoide.
«La realizzazione di una mano o di un avambraccio necessita di un iter molto complesso – precisa l’ingegner Pierluigi Lai –. Per ottenere risultati di questo genere bisogna sviluppare competenze di alto livello. E gli studenti del corso ne sono in possesso. Abbiamo delle vere eccellenze. Si tratta di giovani talentuosi e creativi. Il nostro compito è quello di mettere a loro disposizione gli strumenti utili, se non indispensabili, per proseguire su questa strada. Ci rende orgogliosi sapere, ad esempio, che qualcuno la stampante di ultima generazione se l’è comprata, tanta è la passione per questo mondo» precisa Lai.
Tra i desideri spicca quello di fornire alla macchina dotata di intelligenza artificiale una telecamera capace di farle riconoscere gli oggetti che ha di fronte.
«Impresa non da poco quella di inserire questo tipo di software. Se riuscissimo – aggiunge Pierluigi Lai – il robot verrebbe munito di un sistema visivo che gli permetterebbe di raggiungere un elevato livello di apprendimento».
Insomma, la sfida che attende gli alunni dell’Amaldi di Macomer è difficile ma non impossibile.
«Le richieste per partecipare al progetto sono numerose. Molte arrivano dagli iscritti alle seconde classi. Questo fa ben sperare – conclude Tore Ghisu –. Significa che i ragazzi potrebbero proseguire fino al termine del quinquennio. La continuità è fondamentale per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo preposti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il progetto “Robotronica educativa: automazione, robotica e meccatronica per i lavori di oggi e di domani” è stato finanziato dalla Fondazione di Sardegna anche per il 2022 e ripartirà a marzo» spiega il coordinatore Tore Ghisu. Lo stanziamento di 12mila euro consentirà a una decina di alunni di prendere parte al percorso extra curriculare.
«La speranza è quella di tornare da subito alla didattica in presenza – sottolinea il referente Gianluca Usai –. Il Covid ha impedito lo svolgimento delle lezioni frontali limitando, di fatto, le attività di laboratorio». Nonostante tutto gli allievi hanno proseguito il lavoro da casa, in autonomia e supportati, quando necessario, da un tutor.
Grazie alle stampanti 3d fornite in comodato d’uso dalla scuola sono stati in grado di costruire gli arti del robot umanoide.
«La realizzazione di una mano o di un avambraccio necessita di un iter molto complesso – precisa l’ingegner Pierluigi Lai –. Per ottenere risultati di questo genere bisogna sviluppare competenze di alto livello. E gli studenti del corso ne sono in possesso. Abbiamo delle vere eccellenze. Si tratta di giovani talentuosi e creativi. Il nostro compito è quello di mettere a loro disposizione gli strumenti utili, se non indispensabili, per proseguire su questa strada. Ci rende orgogliosi sapere, ad esempio, che qualcuno la stampante di ultima generazione se l’è comprata, tanta è la passione per questo mondo» precisa Lai.
Tra i desideri spicca quello di fornire alla macchina dotata di intelligenza artificiale una telecamera capace di farle riconoscere gli oggetti che ha di fronte.
«Impresa non da poco quella di inserire questo tipo di software. Se riuscissimo – aggiunge Pierluigi Lai – il robot verrebbe munito di un sistema visivo che gli permetterebbe di raggiungere un elevato livello di apprendimento».
Insomma, la sfida che attende gli alunni dell’Amaldi di Macomer è difficile ma non impossibile.
«Le richieste per partecipare al progetto sono numerose. Molte arrivano dagli iscritti alle seconde classi. Questo fa ben sperare – conclude Tore Ghisu –. Significa che i ragazzi potrebbero proseguire fino al termine del quinquennio. La continuità è fondamentale per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo preposti».
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