La Nuova Sardegna

Nuoro

La Fondazione per il Dna parte con 225mila euro

di Giusy Ferreli
La Fondazione per il Dna parte con 225mila euro

Manovra di bilancio dello Stato a favore dell’associazione “Identità ogliastrina” Fondi anche dalla Fondazione di Sardegna. Progetto con l’università di Sassari 

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NUORO. La Fondazione per la tutela del Dna ogliastrino e della Barbagia di Seulo incassa una bella dote per muovere i suoi primi passi. Si tratta di 200 mila euro di fondi stanziati a valere sulla manovra di bilancio dello Stato ai quali si devono aggiungere altri 25mila euro erogati della Fondazione di Sardegna in favore dell’associazione Identità ogliastrina, promotrice della Fondazione. I finanziamenti riguardano l’anno in corso e sono il frutto di un emendamento presentato dal senatore del Partito democratico Gianni Marilotti. Ad onore del vero, il provvedimento originale prevedeva 250mila euro per il triennio 2022-2024. L’aula ha deciso di decurtare la dotazione finanziaria necessaria alla sensibilizzazione e raccolta del genoma delle popolazioni dell’Ogliastra e della Barbagia di Seulo ma non è detto che presto l’intera somma non possa essere disponibile per sostenere il percorso di tutela e valorizzazione del prezioso patrimonio genetico.

«La particolare congiuntura economica dettata dalla pandemia ha fatto sì che questo emendamento non venisse accolto in toto. Ora però puntiamo sulla discussione del “Mille proroghe” per riuscire ad ottenere la dotazione originaria» sottolinea il parlamentare dem che ha affidato ai suoi colleghi sardi alla Camera e compagni di partito il compito di portare avanti l’iter parlamentare. Marilotti è convinto della necessità di dare corpo al progetto, ritenuto un’importante occasione non solo dal punto di vista scientifico ma anche antropologico e culturale. «La Fondazione – osserva Marilotti –, ancor prima di avviare le ricerche sul genoma dovrà trovare locali adeguati per custodire i campioni del prezioso patrimonio genetico e dotarsi delle attrezzature necessarie. I 200mila euro serviranno a questo».

Sulla stessa lunghezza d’onda si è mossa la fondazione guidata da Antonello Cabras che ha erogato il contributo per il progetto di “attività divulgative legate allo studio dei dati genetici della comunità ogliastrina». «Abbiamo accolto con favore l’interesse del senatore Marilotti e della Fondazione di Sardegna. Interesse che testimonia l’importanza della nostra iniziativa» commenta Flavio Cabitza, il dentista foghesino a capo dell’associazione che all’indomani della vendita della biobanca SharDna alla multinazionale Tiziana life science si era mosso affinché il materiale tornasse in possesso dei legittimi proprietari, ovvero i 13mila donatori. Una battaglia portata avanti a colpi di carta bollata su vari livelli, non solo nelle aule della giustizia ordinaria e amministrativa ma anche di fronte al garante per la privacy che ha riconosciuto le ragioni dei cittadini. La neonata Fondazione che ha incassato l’adesione di quasi tutti i Comuni che parteciparono al progetto originario avviato nel 2000 dalla SharDna, poi ceduta al San Raffaele di Milano, va avanti, forte del sostegno economico arrivato da Roma e Cagliari. Quello stesso sostegno che ancora manca da parte della Regione che pure aveva annunciato l’intenzione di sostenere la fondazione. Nel frattempo la nuova realtà sta portando avanti i suoi progetti: uno degli obiettivi, in collaborazione con l’università di Sassari è sequenziare il Dna delle popolazioni ogliastrine per valutare le alterazioni molecolari in malattie complesse e le loro implicazioni patologiche e genetiche. Il progetto è stato presentato lo scorso settembre da Giuseppe Palmieri, direttore dell’Istituto tumori di Sassari e da Antonio Cossu e Grazia Fenu Pintori dell’Istituto di Anatomia patologica dell’ateneo sassarese alla presenza del rettore Gavino Mariotti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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