Mughina, 2 milioni per la galleria
di Francesco Pirisi
Al via i lavori per il risanamento idraulico del tunnel: resterà chiuso al traffico per undici mesi
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NUORO. I lavori per rimettere a posto la galleria di Mughina dureranno 11 mesi. Tempo durante il quale il tunnel resterà chiuso alla circolazione stradale. L’apertura del cantiere è imminente. «Questione di giorni, ritengo», afferma l’assessore dei Lavori pubblici, e vice sindaco, Fabrizio Beccu. «I lavori sono stati consegnati all’impresa aggiudicataria dell’appalto, che mi risulta stia predisponendo le ultime cose per iniziare». L’opera ha un costo di 2 milioni e 200mila euro. L’intervento di base è per il risanamento idraulico dei costoni, sui quali è appoggiato il tunnel. Un nuovo impianto elettrico sostituirà quello attuale, di vecchia concezione e inadeguato. Il sistema di areazione sarà l’altra dotazione dell’infrastruttura.
La segnaletica sarà anch’essa nuova di zecca. Meno di un anno è la città riavrà a disposizione la galleria, sulla circonvallazione a sud dell’abitato.
«Capisco che la chiusura al transito determinerà qualche disagio alla circolazione – aggiunge Beccu – . Ma credo che il limite sarà ampiamente risarcito dal fatto di avere alla fine un’infrastruttura moderna e, soprattutto, sicura». I cambi di transito momentanei, per chi la utilizza come collegamento tra la statale 389 e la provinciale per Oliena e Dorgali, sono l’ingresso a Badu ‘e Carros o in viale Sardegna, per poi raggiungere dall’interno della città il capo opposto del tunnel, a Mughina. S’invertono accesso e, così le uscite, per innestarsi sulla direttrice per l’Ogliastra, per chi viaggia nel senso contrario.
«Per questi undici mesi di chiusura – sono ancora le parole dell’assessore – saranno quelli i passaggi obbligati, così da scavalcare il punto di “stop”». Disagi ed eventuali mugugni trovano tuttavia il limite di un intervento essenziale. Tanto che era dato per imminente già da quattro anni, quando all’assessorato dei Lavori pubblici era in carica l’esponente sardista Antonio Pasquale Belloi, durante la prima giunta civica del sindaco Andrea Soddu. Perché il tunnel costituiva una minaccia per l’incolumità degli automobilisti. La prova, triste e solo per un soffio non tragica, durante l’alluvione del 18 novembre del 2013, quella del ciclone Cleopatra, che devastò l’isola. L’acqua dai costoni allagò il tunnel. I passeggeri di un pullman e di alcune auto vennero soccorsi e tratti in salvo poco prima che l’onda li sommergesse.
I rischi di quel tipo e quelli simili saranno evitati proprio dall’opera di raccolta delle acque, che incanalate scorreranno oltre la galleria, cosicché non siano più d’insidia per il traffico, subdola e incontrollabile. D’altra parte, questa è stata a suo tempo la ragione del finanziamento da parte della Regione, all’interno del fondo che voleva togliere alcuni elementi di rischio nei territori, che avevano favorito gli effetti della marea d’acqua riversatasi su abitati e campagne. A Nuoro, conferma l’assunto anche l’altro intervento preventivato, che interesserà il costone tra i quartieri Badu ‘e Carros e Carta Loi. «La natura dell’opera – rimarca l’assessore dei Lavori pubblici, Beccu – è per alcuni elementi simile a quella progettata nella galleria. Ci sarà il risanamento dell’area, per evitare il deflusso incontrollato dell’acqua verso la circonvallazione».
Tra le cose da sistemare il corso del rio Thiesi, che sarà reggimentato, per evitare le esondazioni invernali. Per le due opere infrastrutturali una spesa preventivata di 9 milioni, che la Regione ha trasferito al Comune capoluogo, durante il mandato del sindaco Alessandro Bianchi, esponente della sinistra nuorese, a capo dell’amministrazione dal 2010 al 2015. Oggi gli interventi sbucano all’orizzonte, a iniziare dalla sistemazione della galleria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La segnaletica sarà anch’essa nuova di zecca. Meno di un anno è la città riavrà a disposizione la galleria, sulla circonvallazione a sud dell’abitato.
«Capisco che la chiusura al transito determinerà qualche disagio alla circolazione – aggiunge Beccu – . Ma credo che il limite sarà ampiamente risarcito dal fatto di avere alla fine un’infrastruttura moderna e, soprattutto, sicura». I cambi di transito momentanei, per chi la utilizza come collegamento tra la statale 389 e la provinciale per Oliena e Dorgali, sono l’ingresso a Badu ‘e Carros o in viale Sardegna, per poi raggiungere dall’interno della città il capo opposto del tunnel, a Mughina. S’invertono accesso e, così le uscite, per innestarsi sulla direttrice per l’Ogliastra, per chi viaggia nel senso contrario.
«Per questi undici mesi di chiusura – sono ancora le parole dell’assessore – saranno quelli i passaggi obbligati, così da scavalcare il punto di “stop”». Disagi ed eventuali mugugni trovano tuttavia il limite di un intervento essenziale. Tanto che era dato per imminente già da quattro anni, quando all’assessorato dei Lavori pubblici era in carica l’esponente sardista Antonio Pasquale Belloi, durante la prima giunta civica del sindaco Andrea Soddu. Perché il tunnel costituiva una minaccia per l’incolumità degli automobilisti. La prova, triste e solo per un soffio non tragica, durante l’alluvione del 18 novembre del 2013, quella del ciclone Cleopatra, che devastò l’isola. L’acqua dai costoni allagò il tunnel. I passeggeri di un pullman e di alcune auto vennero soccorsi e tratti in salvo poco prima che l’onda li sommergesse.
I rischi di quel tipo e quelli simili saranno evitati proprio dall’opera di raccolta delle acque, che incanalate scorreranno oltre la galleria, cosicché non siano più d’insidia per il traffico, subdola e incontrollabile. D’altra parte, questa è stata a suo tempo la ragione del finanziamento da parte della Regione, all’interno del fondo che voleva togliere alcuni elementi di rischio nei territori, che avevano favorito gli effetti della marea d’acqua riversatasi su abitati e campagne. A Nuoro, conferma l’assunto anche l’altro intervento preventivato, che interesserà il costone tra i quartieri Badu ‘e Carros e Carta Loi. «La natura dell’opera – rimarca l’assessore dei Lavori pubblici, Beccu – è per alcuni elementi simile a quella progettata nella galleria. Ci sarà il risanamento dell’area, per evitare il deflusso incontrollato dell’acqua verso la circonvallazione».
Tra le cose da sistemare il corso del rio Thiesi, che sarà reggimentato, per evitare le esondazioni invernali. Per le due opere infrastrutturali una spesa preventivata di 9 milioni, che la Regione ha trasferito al Comune capoluogo, durante il mandato del sindaco Alessandro Bianchi, esponente della sinistra nuorese, a capo dell’amministrazione dal 2010 al 2015. Oggi gli interventi sbucano all’orizzonte, a iniziare dalla sistemazione della galleria.
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