In tribunale il restauro della torre
di Sergio Secci
Sentenza a favore del Comune di Siniscola nella controversia con i progettisti messi alla porta
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SINISCOLA. Tutta una questione di… guano. Sarebbe questo il motivo che ha portato il Comune di Siniscola in tribunale per rispondere dei ritardi nel restauro della torre di Santa Lucia. La società che si era aggiudicata i lavori per la progettazione aveva infatti constatato che i rilievi non potevano iniziare perché prima bisognava procedere alla rimozione della grossa quantità di escrementi che piccioni e colombi avevano depositato nel tempo all’interno dell’antico punto di avvistamento posto davanti al villaggio pescatori. La convenzione stipulata a suo tempo tra ufficio tecnico e il raggruppamento temporaneo di professionisti che si era aggiudicato il bando di gara prevedeva che, entro tre mesi a decorrere dal 19 gennaio 2021, si sarebbe dovuta concludere la progettazione ed entro gli altri due mesi successivi il progetto esecutivo e definitivo.
A sentire i ricorrenti che si sono rivolti al Tribunale di Nuoro, a causa dell’inerzia dell’amministrazione, i lavori per la progettazione poterono iniziare solo il 19 maggio, data in cui l’amministrazione comunicò il completamento delle operazioni di rimozione del guano nella torre, dopo che i progettisti avevano fatto richiesta al Comune l’8 marzo 2021. Ben 73 giorni in cui non si poté svolgere, perlomeno a sentire i ricorrenti, alcuna prestazione. L’amministrazione comunale con il timore di perdere il finanziamento, aveva quindi iniziato uno scambio di missive con gli appaltatori chiedendo la riduzione dei tempi di progettazione e nel contradditorio successivo i progettisti proposero il ricalcolo dei tempi e la possibilità di realizzare le indagini specialistiche in corso d’opera.
Soluzione avversata però dal Comune e così l’8 settembre il servizio lavori pubblici decide di risolvere il contratto d’appalto in ragione, si legge nella sentenza del Tribunale “del grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali”. Una decisione avversata dai progettisti che hanno deciso di adire a vie legali ribadendo che i tempi di partenza dell’appalto andavano ricalcolati alla data dell’effettiva rimozione del guano. La sentenza emessa dal giudice Riccardo De Vito, ha però dato ragione al Comune di Siniscola condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese di lite.
Possibile comunque un ricorso alla sentenza con il Comune costretto a ritardare la nuova gara d’appalto e i lavori di restauro. Resterà ancora vietato, e non si sa sino a quando, il transito nei pressi della torre che continua a perdere pezzi d'intonaco e pietre. Proprio a causa di questi cedimenti, nel 2013 l’ufficio tecnico aveva segnalato la necessità di un intervento con Regione e Fondazione Sardegna che avevano raccolto l’appello, concedendo un finanziamento per iniziare i lavori di restauro. La parte più cospicua del finanziamento è dalla Regione con 200mila euro mentre la Fondazione ha deliberato a favore del progetto un ulteriore stanziamento di 100mila euro. È di 60mila euro infine la somma messa a disposizione dal Comune di Siniscola.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A sentire i ricorrenti che si sono rivolti al Tribunale di Nuoro, a causa dell’inerzia dell’amministrazione, i lavori per la progettazione poterono iniziare solo il 19 maggio, data in cui l’amministrazione comunicò il completamento delle operazioni di rimozione del guano nella torre, dopo che i progettisti avevano fatto richiesta al Comune l’8 marzo 2021. Ben 73 giorni in cui non si poté svolgere, perlomeno a sentire i ricorrenti, alcuna prestazione. L’amministrazione comunale con il timore di perdere il finanziamento, aveva quindi iniziato uno scambio di missive con gli appaltatori chiedendo la riduzione dei tempi di progettazione e nel contradditorio successivo i progettisti proposero il ricalcolo dei tempi e la possibilità di realizzare le indagini specialistiche in corso d’opera.
Soluzione avversata però dal Comune e così l’8 settembre il servizio lavori pubblici decide di risolvere il contratto d’appalto in ragione, si legge nella sentenza del Tribunale “del grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali”. Una decisione avversata dai progettisti che hanno deciso di adire a vie legali ribadendo che i tempi di partenza dell’appalto andavano ricalcolati alla data dell’effettiva rimozione del guano. La sentenza emessa dal giudice Riccardo De Vito, ha però dato ragione al Comune di Siniscola condannando i ricorrenti anche al pagamento delle spese di lite.
Possibile comunque un ricorso alla sentenza con il Comune costretto a ritardare la nuova gara d’appalto e i lavori di restauro. Resterà ancora vietato, e non si sa sino a quando, il transito nei pressi della torre che continua a perdere pezzi d'intonaco e pietre. Proprio a causa di questi cedimenti, nel 2013 l’ufficio tecnico aveva segnalato la necessità di un intervento con Regione e Fondazione Sardegna che avevano raccolto l’appello, concedendo un finanziamento per iniziare i lavori di restauro. La parte più cospicua del finanziamento è dalla Regione con 200mila euro mentre la Fondazione ha deliberato a favore del progetto un ulteriore stanziamento di 100mila euro. È di 60mila euro infine la somma messa a disposizione dal Comune di Siniscola.
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