Procedono senza sosta i lavori all’ex episcopio
di Lamberto Cugdda
Tortolì. L’antica sede vescovile diventerà un centro culturale gestito dalla Curia Il sindaco Massimo Cannas: «Un pezzo di storia che viene restituito alla città»
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TORTOLÌ. “Completamento degli interventi di restauro, consolidamento e rifunzionalizzazione dell’ex Episcopio di Tortolì”: è quanto si legge nel cartello all’esterno del cantiere nella via Vittorio Emanuele, dove si vedono al lavoro mezzi meccanici e operai. L’ex episcopio (ovvero vescovado, che fu anche Palazzo dei Conti Quigini-Puliga) è tuttora di proprietà della Curia. Per i lavori, che vennero consegnati all’impresa nel luglio 2020, nel 2019 vennero stanziati due milioni e 250mila euro: di cui 1,2 finanziati dal Mibact (ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo), 900mila dalla Regione – grazie all’ex giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru e anche al costante lavoro dell’allora consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini – e 150mila dalla Diocesi Ogliastra. Diventerà un centro culturale polivalente.
«L’ex episcopio – ha detto ieri il sindaco Massimo Cannas – è un importante monumento storico, molto caro ai tortoliesi, che testimonia anche il ruolo centrale della cittadina nel passato. Una volta completati gli interventi di restauro, consolidamento e rifunzionalizzazione, si riconsegnerà alla comunità un palazzo che potrà essere usato dalla Diocesi per tanti scopi di interesse anche generale. Alla comunità verrà ridato un palazzo storico particolarmente amato. Ha rappresentato molto e così potrà accadere anche in futuro. Un ringraziamento, quindi, alla stessa Diocesi e al vescovo Antonello Mura per avere investito nel recupero di questo importante stabile sia da un punto architettonico e storico, e sia funzionale». L’ex episcopio di via Vittorio Emanuele, che si trova a lato della scuola materna monsignor Virgilio e della biblioteca comunale, resterà nella disponibilità della diocesi Ogliastra. Il progetto dell’edificio, che ha una cubatura di 5mila metri e un’area verde di 4.500 metri quadri, prevede un ammodernamento generale della struttura, orientato a una maggiore efficienza energetica e alla predisposizione per le tecnologie digitali.
Il palazzo ospitò il vescovado quando Tortolì era sede della diocesi Ogliastra, per oltre un secolo, dal 1824 fino al 1927. A seguito degli accordi tra il ministero, la Regione e la diocesi, venne firmato dapprima un protocollo d’intesa e poi si passò alla fase più operativa. Nell’autunno 2019, la diocesi iniziò gli interventi di messa in sicurezza, compresa la sistemazione di una nuova recinzione. Del palazzo, che fu edificato nel Settecento «come traspare sia dall’impianto della struttura, tipico dell’epoca, sia dalle soluzioni architettoniche adottate, non si conosce la data esatta di costruzione, né il nome del progettista». L’edificio consta di diversi ambienti utili dislocati su tre livelli, che dopo il restauro e la messa a norma degli impianti, avendo cura anche dell’accesso alle categorie diversamente abili, saranno riconvertiti in piccolo museo e centro culturale polivalente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«L’ex episcopio – ha detto ieri il sindaco Massimo Cannas – è un importante monumento storico, molto caro ai tortoliesi, che testimonia anche il ruolo centrale della cittadina nel passato. Una volta completati gli interventi di restauro, consolidamento e rifunzionalizzazione, si riconsegnerà alla comunità un palazzo che potrà essere usato dalla Diocesi per tanti scopi di interesse anche generale. Alla comunità verrà ridato un palazzo storico particolarmente amato. Ha rappresentato molto e così potrà accadere anche in futuro. Un ringraziamento, quindi, alla stessa Diocesi e al vescovo Antonello Mura per avere investito nel recupero di questo importante stabile sia da un punto architettonico e storico, e sia funzionale». L’ex episcopio di via Vittorio Emanuele, che si trova a lato della scuola materna monsignor Virgilio e della biblioteca comunale, resterà nella disponibilità della diocesi Ogliastra. Il progetto dell’edificio, che ha una cubatura di 5mila metri e un’area verde di 4.500 metri quadri, prevede un ammodernamento generale della struttura, orientato a una maggiore efficienza energetica e alla predisposizione per le tecnologie digitali.
Il palazzo ospitò il vescovado quando Tortolì era sede della diocesi Ogliastra, per oltre un secolo, dal 1824 fino al 1927. A seguito degli accordi tra il ministero, la Regione e la diocesi, venne firmato dapprima un protocollo d’intesa e poi si passò alla fase più operativa. Nell’autunno 2019, la diocesi iniziò gli interventi di messa in sicurezza, compresa la sistemazione di una nuova recinzione. Del palazzo, che fu edificato nel Settecento «come traspare sia dall’impianto della struttura, tipico dell’epoca, sia dalle soluzioni architettoniche adottate, non si conosce la data esatta di costruzione, né il nome del progettista». L’edificio consta di diversi ambienti utili dislocati su tre livelli, che dopo il restauro e la messa a norma degli impianti, avendo cura anche dell’accesso alle categorie diversamente abili, saranno riconvertiti in piccolo museo e centro culturale polivalente.
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