Cardiologia riapre tra due settimane
di Giusy Ferreli
Lanusei. Il reparto ospedaliero dovrà attendere l’arrivo di un medico da Sassari
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LANUSEI. La riapertura della Cardiologa dell’ospedale di Lanusei slitta di due settimane. Il reparto, chiuso dal 31 dicembre per mancanza di medici, riaprirà i battenti non più il 15 febbraio come annunciato dai vertici della Asl Ogliastra ma il primo marzo quando in comando da Sassari arriverà il cardiologo Mauro Pisano. Lo specialista, 57 anni originario di Lanusei, ha ottenuto il nulla osta dalla sua azienda e prenderà servizio al Nostro signora della Mercede con l’incarico di responsabile dell’unità operativa che per tanti anni è stata guidata dal locerese Carlo Balloi che, nominato primario al Santissima Trinità di Cagliari, ha tenuto ad interim anche la direzione della Cardiologia di Lanusei. «Il dottor Pisano è un professionista di comprovata competenza ed esperienza. Sono sicuro che il suo arrivo in Ogliastra invoglierà tanti giovani cardiologi a lavorare nel reparto del nostro ospedale» dichiara Luigi Cugia, direttore generale dell’azienda sanitaria ogliastrina. Le buone notizie per l’ospedale da tempo a corto di medici, secondo quanto riferisce, Cugia non si esauriscono con il trasferimento del cardiologo. Il manager conta sull’arrivo imminente di un altro medico, questa volta da Cagliari, per risollevare le sorti del pronto soccorso. «Non sappiamo con certezza quando, ma a questo punto mi auguro il prima possibile, attendiamo a Lanusei il dottor Oreste Basso. In questa maniera l’anestesista Salvatore Sinatra, che è stato spostato temporaneamente in pronto soccorso per evitarne la chiusura, potrà tornare sul territorio». Il professionista tornerà ad occuparsi in via esclusiva dei pazienti che fanno riferimento a servizi di terapia del dolore, cure domiciliare e cure palliative. Cugia è ben consapevole che andare a mendicare personale in giro per le aziende isolane, anch'esse a corto di personale non è una soluzione. «La situazione è complicata e complessa e non ci nascondiamo dietro un dito. Quando cesserà l’impatto pandemico – conclude il direttore generale – si potrà ragionare più tranquillamente e affrontare le criticità con soluzioni a medio termine». Ormai è ben chiaro che per risollevare le sorti della martoriata sanità ogliastrina occorre puntare su una efficace campagna acquisti, magari adottando il modello Trentino Alto Adige che offre ai medici non solo un posto di lavoro ben retribuito ma altri benefit e agevolazioni, dagli asili nido ai corsi di lingua tedesca.
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