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Nuoro

il Pd sul caso biblioteca 

«Diserteremo il consiglio comunale fino alla risposta scritta sul debito»

«Diserteremo il consiglio comunale fino alla risposta scritta sul debito»

NUORO. La querelle sulla biblioteca Satta continua a essere elemento di contrasto tra la maggioranza e i gruppi di opposizione di sinistra. A iniziare dal Pd, che lo conferma con Carlo Prevosto: «La...

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NUORO. La querelle sulla biblioteca Satta continua a essere elemento di contrasto tra la maggioranza e i gruppi di opposizione di sinistra. A iniziare dal Pd, che lo conferma con Carlo Prevosto: «La nostra intenzione è di continuare a disertare le riunioni del Consiglio sino al momento in cui non ci sarà una risposta scritta sul debito del Comune nei confronti del consorzio “Satta”. Debito che per noi – aggiunge Prevosto – ammonta a un milione e 100mila euro, ma che l’amministrazione del sindaco Andrea Soddu non vuole ammettere». La questione rientra nel tira e molla sulla titolarità della biblioteca (e di UniNuoro) iniziato con la legge di riordino degli enti locali del 2016 e concluso l’anno scorso, con la norma che ha fatto del vecchio consorzio locale un ente di rango regionale. Soluzione contestata dall’amministrazione civica, che ha deciso di rivolgersi alla magistratura, «perché la norma adottata dal Consiglio regionale va a intaccare alcune funzioni amministrative che sono proprie degli enti locali», ha più volte rimarcato il sindaco Soddu. Tra le motivazioni del cambio di proprietà, deciso dal Consiglio regionale, anche i mancati pagamenti della quota annua di 293mila euro, che il Comune avrebbe dovuto trasferire alla biblioteca, per la sua qualità di socio, insieme alla Provincia.

«La nostra interrogazione – continua Prevosto – chiede una comunicazione ufficiale dell’entità del debito da parte dell’amministrazione. Ora, il fatto che siano trascorsi alcuni mesi senza avere una riposta da parte del sindaco e della sua giunta – afferma ancora il consigliere Pd – ci porta a pensare che sia dovuto alla difficoltà di dare spiegazioni». Il debito a cui fa riferimento il gruppo consiliare dei Dem è riferito alle quote dovute alla biblioteca a partire dal 2016 e sino al maggio 2021, quando la norma del Consiglio regionale ha previsto la liquidazione del consorzio, per sostituirlo con la fondazione, facendo venire meno anche gli impegni rispetto all’ente in liquidazione. L’amministrazione comunale ha confermato i mancati trasferimenti relativi al 2016 e 2017, sostituiti poi da un contributo extra della Regione, motivandoli con difficoltà di bilancio e col fatto che la legge sugli enti locali, nel 2016, l’aveva sollevata dall’obbligo del conferimento. Il canale di finanziamento è ripreso negli anni successivi, ma si è limitato alla parte della quota basata sul numero degli abitanti, così come per i 28 comuni del consorzio: in cifre, circa 100mila euro. Il Pd ora fa i conti al Comune: «Mancano all’appello un milione e 100mila – ribadisce Prevosto – cosa che il sindaco non può confermare, perché cadrebbe il castello con cui ha costruito la difesa della titolarità sull’ente». (f.p.)

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