tribunale
Maxi piantagione di cannabis: il pm chiede la condanna a 2 anni
NUORO. Si è quasi concluso il processo per la maxi piantagione di marijuana che vede imputati Antonello e Antonio Bellu, padre e figlio di Buddusò, di 59 e 30 anni, difesi dagli avvocati Antonio...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Si è quasi concluso il processo per la maxi piantagione di marijuana che vede imputati Antonello e Antonio Bellu, padre e figlio di Buddusò, di 59 e 30 anni, difesi dagli avvocati Antonio Secci e Pierluigi Sau, finiti nella rete degli inquirenti nel corso di una più vasta indagine risalente al 2011. Ieri davanti al tribunale in seduta collegiale c’è stata la discussione. Il pm Riccardo Belfiori ha ripercorso gli atti dell’indagine condotta dalla Polizia che, in origine, riguardava un traffico di droga tra Nuoro e vari centri dell’isola e della penisola. Attraverso le intercettazioni gli investigatori erano risaliti anche a una maxi piantagione di canapa indiana, di 660 piante, nascosta nelle campagne di Bitti, nell’area di Tepilora. «Antonello Bellu era stato sorpreso in flagranza insieme a Fabrizio Demontis (già giudicato ndr). In quella occasione erano stati sequestrati anche un fucile clandestino calibro 22 e varie munizioni». Il pubblico ministero ritenendo provata la responsabilità penale del 59enne nella coltivazione della piantagione, ha chiesto per lui la condanna a due anni. Ha sollecitato l’assoluzione dell’altro imputato, per non aver commesso il fatto, perché dall’attività investigativa non era emerso in modo chiaro il suo coinvolgimento. La difesa, prima di concludere con una richiesta di assoluzione per entrambi, ha sostenuto l’inutilizzabilità dell’accertamento tecnico quale atto irripetibile, in quanto, in sede di indagine, non era stata garantita l’assistenza difensiva. «Avrei dovuto nominare un mio consulente – ha detto l’avvocato Secci – perciò chiedo che l’atto irripetibile non possa essere utilizzato come atto di prova, proprio perché inutilizzabile. Dunque, abbiamo la coltivazione ma non il principio attivo che serve a graduare la tipologia del reato». Il processo è stato rinviato per eventuali repliche e per la sentenza al 16 marzo. (k.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
