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Scolpiva la statua di Mirko gli rubano l’attrezzatura

di Lamberto Cugudda
Scolpiva la statua di Mirko gli rubano l’attrezzatura

Tortolì. Indignazione per il furto messo a segno nel piazzale dell’Istituto Ianas L’artista Arzu: c’è gente che non rispetta nessuno. Paola Piras: non è possibile

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TORTOLÌ. Nella notte sconosciuti sono penetrati all’interno del piazzale sterrato dell’Istituto di istruzione superiore Ianas (Istituto professionale di Stato, Ipsia -Agrario -Nautico – Alberghiero- Sociosanitario via Istituito alberghiero-nautico), lungo il viale Santa Chiara, e hanno rubato una pala e un piccone che la scorsa settimana lo scultore e restauratore d’arte tortoliese Roberto Arzu ha utilizzato per sistemare l’area intorno al grande blocco di granito in cui sta iniziando a realizzare la scultura che ricorderà l’immane sacrificio di Mirko Farci.

«Erano alcuni degli attrezzi che avevo avuto in prestito e che ora dovrò pagare di tasca mia», ha sottolineato con rabbia Roberto Arzu sul suo profilo social. «Purtroppo – ha detto ancora – c’è gente che proprio non rispetta nessuno. Neanche chi si sta impegnando, e in maniera gratuita, per un “ricordo” su granito di un povero ragazzo sacrificatosi per cercare di proteggere la madre. Queste sono cose che fanno male. Io la pala e il piccone dovrò ricomprarli, ma vorrei sapere come si sente chi ha compiuto questo furto».

Fra i vari commenti anche un post di Paola Piras, la madre di Mirko, lo studente di 20 anni, ucciso nella casa di famiglia lungo il viale monsignor Virgilio all’alba dell’11 maggio 2021 per cercare di salvarla dalla furia assassina. La donna ha utilizzato solo tre parole per esprimere il proprio grande sdegno per l’accaduto: «Non è possibile». Poche parole ma che servono a rappresentare tutto lo sconforto della donna per quanto accaduto nel grande cortile esterno sterrato dello Ianas, dove il suo Mirko studiava al quinto anno dell’Alberghiero.

In serata, una volta appresa la notizia del furto è intervenuto anche il sindaco di Tortolì-Arbatax, Massimo Cannas. «È un atto inqualificabile – ha fatto rilevare – che a nome di tutta l’amministrazione condanno con grande forza. Domani ci metteremo in contatto con Roberto Arzu per sostenerlo in questa opera che ha iniziato a realizzare a metà della scorsa settimana e che servirà a ricordare il grande gesto eroico compiuto da Mirko».

Come ha tenuto a precisare lo scultore-restauratore d’arte la scorsa settimana, l’opera che intende realizzare in memoria del giovane ucciso rappresenterà una sorta di “Pietà” che raffigurerà una donna con il figlio senza vita tra le braccia. Roberto Arzu con la scultura in corso d’opera intende evidenziare «lo straziante dolore di tutte le mamme che perdono un figlio; per non dimenticare quanto accaduto e ricordare Mirko, questo grande eroe di 20 anni».

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