Fondi per la povertà, 65 richieste
di Federico Sedda
Ottana fa i conti con la crisi acuita dalla pandemia. Il sindaco: «Cerchiamo di risolvere le difficoltà»
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OTTANA. Il Comune di Ottana ha pubblicato la graduatoria, ovviamente senza riportare i nomi, ma solo il numero di protocollo della domanda per garantire la privacy, degli aventi diritto alle misure urgenti di sostegno alle famiglie che versano in stato di bisogno. Eventuali ricorsi devono essere presentati entro il 16 febbraio 2022. L’aiuto finanziario, messo in campo dall’amministrazione comunale in base al decreto legge numero 73 del 25 maggio 2021 adottato dal governo per l’emergenza Covid-19, prevede l’erogazione un contributo per il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche.
In particolare, il sostegno economico può essere utilizzato quale rimborso per i pagamenti effettuati nel 2021 per le utenze domestiche relative al consumo dell’acqua e della corrente elettrica; al pagamento del riscaldamento tramite bombole a gas, gasolio, pellet, legna e altre fonti rendicontabili e, infine, per il pagamento del canone di locazione con contratti regolarmente registrati negli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Per poter presentare la domanda, in scadenza il 31 dicembre 2021, era necessario essere residenti a Ottana, avere un Isee non superiore a 12mila euro e, infine, non avere un patrimonio mobiliare non superiore a 20mila euro. All’ufficio protocollo del Comune di Ottana, paese che al 31 dicembre 2021 contava 2.213 abitanti, sono pervenute ben 65 domande di altrettanti nuclei familiari. Al termine dell’istruttoria sono risultate ammesse 62 istanze, mentre tre sono state escluse per difformità dell’Isee.
In base al numero dei componenti dei nuclei familiari che hanno presentato la domanda, nella misura di sostegno risultano coinvolte circa 150 persone. Numeri che la dicono lunga sull’esistenza, anche a Ottana come in molti paesi del centro Sardegna, di una larga fascia della popolazione che vive in stato di bisogno reso ancora più evidente dalle difficoltà provocate dalla pandemia. Ottana, da anni simbolo e termometro, con l’industria e senza l’industria, degli alti e bassi della situazione economica e sociale dei piccoli centri, rispecchia questa realtà di crisi diventata ormai un’emergenza sociale. «Purtroppo – sottolinea il sindaco, Franco Saba – il coronavirus ha messo in luce ancora di più le difficoltà dei piccoli paesi non solo per la cronica disoccupazione dilagante, ma anche per la chiusura di molte attività, soprattutto commerciali e artigianali. Una situazione che cerchiamo di tamponare con i cantieri comunali di lavoro a tempo determinato. Ma a lungo andare – conclude amaramente il primo cittadino di Ottana – ci rendiamo conto che, per la maggior parte delle volte, ci troviamo a gestire solo interventi assistenziali che, anziché sanare le piaghe sociali, le rendono ancora più evidenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In particolare, il sostegno economico può essere utilizzato quale rimborso per i pagamenti effettuati nel 2021 per le utenze domestiche relative al consumo dell’acqua e della corrente elettrica; al pagamento del riscaldamento tramite bombole a gas, gasolio, pellet, legna e altre fonti rendicontabili e, infine, per il pagamento del canone di locazione con contratti regolarmente registrati negli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Per poter presentare la domanda, in scadenza il 31 dicembre 2021, era necessario essere residenti a Ottana, avere un Isee non superiore a 12mila euro e, infine, non avere un patrimonio mobiliare non superiore a 20mila euro. All’ufficio protocollo del Comune di Ottana, paese che al 31 dicembre 2021 contava 2.213 abitanti, sono pervenute ben 65 domande di altrettanti nuclei familiari. Al termine dell’istruttoria sono risultate ammesse 62 istanze, mentre tre sono state escluse per difformità dell’Isee.
In base al numero dei componenti dei nuclei familiari che hanno presentato la domanda, nella misura di sostegno risultano coinvolte circa 150 persone. Numeri che la dicono lunga sull’esistenza, anche a Ottana come in molti paesi del centro Sardegna, di una larga fascia della popolazione che vive in stato di bisogno reso ancora più evidente dalle difficoltà provocate dalla pandemia. Ottana, da anni simbolo e termometro, con l’industria e senza l’industria, degli alti e bassi della situazione economica e sociale dei piccoli centri, rispecchia questa realtà di crisi diventata ormai un’emergenza sociale. «Purtroppo – sottolinea il sindaco, Franco Saba – il coronavirus ha messo in luce ancora di più le difficoltà dei piccoli paesi non solo per la cronica disoccupazione dilagante, ma anche per la chiusura di molte attività, soprattutto commerciali e artigianali. Una situazione che cerchiamo di tamponare con i cantieri comunali di lavoro a tempo determinato. Ma a lungo andare – conclude amaramente il primo cittadino di Ottana – ci rendiamo conto che, per la maggior parte delle volte, ci troviamo a gestire solo interventi assistenziali che, anziché sanare le piaghe sociali, le rendono ancora più evidenti».
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