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Tortolì, attrezzi spariti: l’artista porterà avanti l’opera per Mirko

TORTOLÌ. Si sarebbe aspettato che qualcuno rimettesse a posto la pala e il piccone rubati nel cortile sterrato dell’Istituto Ianas, utilizzato per sistemare l’area in cui ha piazzato il blocco di...

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TORTOLÌ. Si sarebbe aspettato che qualcuno rimettesse a posto la pala e il piccone rubati nel cortile sterrato dell’Istituto Ianas, utilizzato per sistemare l’area in cui ha piazzato il blocco di granito che sta lavorando per realizzare la statua che ricorderà l’eroico sacrificio di Mirko Farci, morto per difendere la madre. «La restituzione non c’è stata – afferma lo scultore e restauratore d’arte Roberto Arzu – e il gesto spregevole resta. Ma per me finisce qui. Sono stati tantissimi gli attestati di solidarietà nei confronti miei e di Paola Piras, la madre di Mirko, per quanto accaduto (che già lunedì ha postato “non è possibile” sulla sua pagina facebook ndr). Vado avanti con la scultura che, come già spiegato alcuni mesi fa rappresenterà una sorta di “Pietà”, con una madre, vestita con l’abito tradizionale sardo, che cerca di sollevare da terra il figlio esanime, che avrà le ali».

Arzu, ricorda che con Paola Piras sperano che dal Comune venga accettata la loro richiesta per posizionare la scultura – a grandezza naturale, con la figura della madre alta 165 centimetri – in un’aiuola distante pochi metri alla casa della donna, lungo il viale monsignor Virgilio, dove Mirko venne ucciso all’alba dell’11 maggio dello scorso anno mentre cercava di difendere la madre. (l.cu.)

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