A processo per bancarotta il pm chiede due condanne
Meccanici accusati di aver sottratto i libri contabili e trasferito beni della società La difesa: «Fatture e documenti erano stati consegnati dal loro consulente»
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NUORO. A processo davanti al tribunale collegiale (presidente Luisa Rosetti) per bancarotta fraudolenta. Due fratelli meccanici di Nuoro, Simone e Gianfranco Brilla sono accusati, in qualità di amministratori unici e legali rappresentati di due società, il primo della “Nuorese Veicoli srl”, e il secondo della “Carrozzeria Barbagia srl Semplificata”, di aver sottratto i libri contabili di una delle aziende allo scopo di procurasi un ingiusto profitto, e recare un pregiudizio ai creditori. In particolare, secondo l’accusa, Simone Brilla aveva occultando tutti i beni aziendali della “Nuorese veicoli srl” (fallita nel 2019 ndr) in particolare le attrezzature, le macchine da ufficio, gli impianti elettrici e due autovetture, oggetto di una fattura che l’azienda cedeva alla Carrozzerai Barbagia in un momento di insolvenza, in modo da trasferire i beni sociali ad un altro soggetto giuridico, anche dopo la dichiarazione di fallimento. La finalità secondo l’accusa, era ostacolare la procedura fallimentare nella liquidazione dell’attivo, danneggiando i creditori concorsuali. Gianfranco Brilla, era a conoscenza della “dispersione” del patrimonio sociale da parte del fratello, ai danni dei suoi creditori a seguito della cessione dei beni. «Dall’istruttoria dibattimentale è emersa chiaramente la responsabilità penale di Simone Brilla. Quale amministratore unico della “Nuorese Veicoli srl” – ha detto il pm Ilaria Bradamante – aveva fatto sparire i libri contabili della società, secondo quanto emerso dalla testimonianza del curatore e dell’agente della Guardia di finanza. Il fratello Gianfranco, era consapevole della volontà del fratello di spostare i beni da una società all’altra. La “Carrozzeria Barbagia srl”, infatti – ha aggiunto il pm – era stata istituita sei mesi prima della messa in liquidità dell’altra società». Il pubblico ministero ha chiesto la condanna di entrambi gli imputati: a 4 anni e mezzo per Simone e 4 anni per Gianfranco Brilla. L’avvocato Antonello Cucca, prima di concludere con una richiesta di assoluzione, ha sostenuto che proprio durante il dibattimento il curatore aveva dichiarato che libri contabili e fatture erano stati consegnati dagli imputati e dal consulente dello studio Milillo. «Tutta la vicenda ruota attorno a una fattura di cui non si conosce l’importo, relativa alla cessione, nel 2016, di due auto da una società all’altra. Rottamazione – ha detto il difensore – provata dal Pra, con documenti agli atti del processo». Repliche e sentenza il 30 marzo. (k.s.)
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