«Palatucci, simbolo di etica e giustizia»
di Alessandra Porcu
Macomer. Autorità e scuole insieme al commissariato della polizia di Stato
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MACOMER. Ieri, nel 77° anniversario della scomparsa, Macomer ha reso omaggio a Giovanni Palatucci. Le autorità civili e militari si sono radunate nel piazzale antistante il commissariato della polizia di Stato, di fronte al monumento che nel 2010 venne intitolato al questore di Fiume. Morto a soli 36 anni nel campo di concentramento nazista di Dachau, è stato insignito della medaglia d’oro al Merito civile e riconosciuto dallo Stato di Israele come “Giusto tra le Nazioni”. Mise a repentaglio la sua vita per salvare dal genocidio migliaia di ebrei stranieri e italiani. «In una lettera ai genitori – ha ricordato Luca Dessì, vicario del prefetto di Nuoro – scrisse che “aveva la possibilità di fare del bene”. Consapevole dei rischi, quando gli venne offerta la possibilità di mettersi al sicuro in Svizzera, scelse di non abbandonare la sua terra. Né tantomeno la sua gente. Questo – ha sottolineato Dessì – è il messaggio che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni perché siano portatrici di pace e accoglienza». Tra i presenti anche il questore di Nuoro. «Facciamo sì che la “Giornata del ricordo” non sia fine a se stessa – ha detto Alfonso Polverino –. Impegnamoci perché lasci un segno indelebile nella memoria di ciascuno». Alla rappresentanza delle studentesse del Liceo di scienze umane “Galileo Galilei” ha chiesto di non dimenticare quel che è stato. «È necessario riflettere sull’uomo. Sul suo essere malvagio. Mai commettere l’errore di pensare che il passato non possa ripresentarsi. Bisogna imparare a riconoscere i campanelli d’allarme. Che si tratti di rigurgiti nazifascisti o di bullismo. Se qualcuno è vessato, non giratevi dall’altra parte. Intervenite. Denunciate, se necessario. Non siate a vostro modo colpevoli». Pure il sindaco, Antonio Succu, ha posto l’accento sull’importanza di tenere a mente il passato. «La memoria – ha detto – è come una difesa immunitaria. Ci preserva dal ripetere gli orrori perpetrati ai danni di vittime innocenti. Palatucci è simbolo di forte etica e giustizia. Merita la beatificazione, come proposto dalla Chiesa». Durante la cerimonia è stata collocata una targa in memoria del questore di Fiume. Il Comune, inoltre, ha donato un ulivo messo a dimora come simbolo di fratellanza e rispetto reciproco tra le genti. A chiudere l’omaggio a Palatucci sono state alcune alunne della 5ª F del “Galilei” che hanno letto un elaborato sulla Shoah. «È nostro dovere studiare la storia. Solo così saremo capaci di non aggiungere male a quello che è già stato fatto».
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