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Nuoro

Pratosardo, gli operatori: «Discarica a cielo aperto»

di Francesco Pirisi
Pratosardo, gli operatori: «Discarica a cielo aperto»

Rifiuti abbandonati e degrado: pronta un’azione legale contro il consorzio Zir. Il presidente Pittorra: allarme ambientale, la situazione ormai è insostenibile

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NUORO. Minacciano azioni legali contro il consorzio Zir gli operatori di Pratosardo. Contestano che l’area produttiva diventa giorno dopo giorno un ricettacolo di rifiuti, buttati da ignoti tra le strade e i capannoni. Ma non è tutto. Una conta ha portato a stabilire la presenza di un centinaio di carcasse d’auto abbandonate. «La situazione è insostenibile – dichiara il presidente del consorzio operatori, Giampiero Pittorra – è metteremo in essere tutte le azioni per tutelare i diritti e il lavoro di chi a Pratosardo ha investito i soldi e programmato la propria d’impresa». I primi passi saranno decisi venerdì prossimo, nell’assemblea convocata per le 18. «Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti – spiega ancora l’imprenditore di Nuoro – è legato al fatto che il sito non è vigilato da chi ha l’obbligo di farlo. A iniziare dalla Zir, al cui capo è sempre il consorzio regionale – chiarisce Pittorra – anche se commissariato da 13 anni». Tra le carenze denunciate l’assenza di manutenzione nelle strade e lo stato precario dell’illuminazione, che favorirebbe chi arriva a Pratosardo per rovesciare quintali di rifiuti, per poi allontanarsi indisturbato. «La situazione peggiore è nell’asse centrale della zona industriale – seguita a spiegare Giampiero Pittorra – dove la metà degli 800 punti luce sono spenti». L’emergenza-rifiuti ha raggiunto livelli di fastidio tanto elevati da richiamare l’attenzione degli agenti della Digos. Come dire che la sopportazione è finita. L’area è commissariata dal 2008, quando la Regione ha deciso di cancellare i consorzi industriali, per passarli ai Comuni o in seconda battuta ai Cip, i Consorzi industriali provinciali. «C’è, oltretutto, anche una situazione paradossale – aggiunge Pittorra – considerato che nonostante il consorzio non assicuri la manutenzione e il funzionamento delle infrastrutture, sollecita gli operatori al pagamento delle relative bollette. È recente – spiega ancora – il ricevimento di avvisi, con la diffida a pagare altrimenti i ruoli saranno trasferiti all’agenzia di riscossione». L’assemblea del 18 febbraio (nella sede del consorzio operatori) ha all’ordine del giorno anche l’impianto di compostaggio, di titolarità del consorzio provinciale, realizzato sul lato nord del sito e che con i suoi effluvi maleodoranti fa andare in bestia mezzo complesso produttivo. La novità sarebbe l’aumento dei volumi di lavorazione della frazione organica dei rifiuti. Pittorra: «La Provincia ha autorizzato il Cip a sforare le settemila tonnellate annue, per supplire al fatto che è chiuso l’impianto di Tossilo. Mi chiedo – incalza – come sia possibile che sia stato permesso tutto questo, stante che ci troviamo davanti a un impianto che già ora crea problemi di sanità e impatto ambientale. Tanto più che la stessa Provincia, che ora ha autorizzato, in passato ha spesso diffidato il Cip a mettere in atto tutte le misure contro l’inquinamento. Prescrizioni mai rispettate». Gli operatori hanno chiamato in soccorso un ingegnere ambientale, che ha predisposto la sua relazione: sarà illustrata durante l’assemblea e sulle sue risultanze si sceglieranno le azioni da intraprendere. «Tra le altre cose – dice ancora il presidente degli operatori di Pratostado – non ci convince per nulla il fatto che il Cip pianifichi delle attività in un sito sul quale non ha alcuna competenza». Ma Pittorra e soci paventano che la stagione degli ampliamenti del impianto per produrre il “compost” non sia finita: «C’è una scheda, presentata nel Pnrr – ricorda il presidente – che prevede di trasformare la struttura del Cip in un impianto a bio-gas. La lavorazione di organico passerebbe da 7 a circa 20mila tonnellate. Ogni considerazione è conseguente a questo dato e alla valutazione del pesante impatto che ha avuto sinora l’impianto, seppur ridotto».

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