Sa pompia protagonista alla fiera degli “AgruMi”
di Mauro Piredda
Da Siniscola a Milano per l’evento organizzato dal Fai a Villa Necchi Campiglio L’imprenditore: «Felici di aver fatto conoscere un frutto della nostra terra»
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SINISCOLA. Con due giornate milanesi nel fine settimana appena trascorso, la pompia di Siniscola è stata una delle protagoniste della decima edizione della manifestazione AgruMi. L’evento, organizzato dal Fai (Fondo per l’ambiente italiano), si è svolto sabato 12 e domenica 13 febbraio nella suggestiva Villa Necchi Campiglio, con il duplice obiettivo di far conoscere, rimanendo nel cuore del capoluogo lombardo, un patrimonio di biodiversità tipica dei paesaggi mediterranei e di permettere l’acquisto di piante, frutti, mieli, birre aromatizzate, profumi, cosmetici, raffinati decori e altri prodotti selezionati sulla base della loro qualità e particolarità.
In esposizione una vasta gamma di produzioni e di prodotti dal limone di Sorrento al chinotto di Savona; dal lime dei Caraibi al delizioso ibrido siciliano tacle nato dal tarocco e dalla clementina; dal dolce “Foglia Allegra”, composto da un croccante su una foglia di limone, alle marmellate di arance del Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi. E appunto sua maestà “Citrus aurantium X Citrus medica”, sa pompia, l’agrume siniscolese nato dal cedro e dall’arancio amaro. Tra gli espositori del gioiello baroniese la ditta Phareco e il Presidio Slow Food con i prodotti di Francesca Pau. La Phareco, spinoff dell’Università sassarese, da qualche anno ha introdotto la pompia nel mondo della cosmesi grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antilinfotiche.
Con la linea Pcare sono stati immesse sul mercato tre linee di prodotti adatte anche ad anziani e bambini: per le zone intime, il cavo orale e la cura del corpo. Per la ditta di Francesca Pau i prodotti sono stati presentati dal giovane imprenditore Claudio Secchi, attento divulgatore dell’agrume dalla sua tesi di laurea fino agli studi televisivi di importanti trasmissioni con Amadeus e chef Canavacciuolo. Con lui anche la celebre “pompia intrea” candita. «Siamo stanchissimi ma felicissimi – afferma Claudio Secchi – di avere avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere e di aver potuto presentare questo bellissimo agrume sardo, raccontando la sua storia, e di aver fatto degustare anche l'antico dolce della tradizione siniscolese e gli altri prodotti che dalla pompia otteniamo». Sono ormai lontani i tempi della “citrus monstruosa”, termine improprio che si basava sull'estetica del frutto. Ora de sa pompia se ne sente parlare sempre più spesso, sia per le sue qualità che per l’ampio ventaglio di prodotti derivati dalla sua trasformazione. E anche per qualche sconfinamento locale, quando non campanilistico, che non può non essere un monito per una Siniscola che deve puntare sulla sua risorsa con tutte le sue forze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In esposizione una vasta gamma di produzioni e di prodotti dal limone di Sorrento al chinotto di Savona; dal lime dei Caraibi al delizioso ibrido siciliano tacle nato dal tarocco e dalla clementina; dal dolce “Foglia Allegra”, composto da un croccante su una foglia di limone, alle marmellate di arance del Giardino della Kolymbethra nella Valle dei Templi. E appunto sua maestà “Citrus aurantium X Citrus medica”, sa pompia, l’agrume siniscolese nato dal cedro e dall’arancio amaro. Tra gli espositori del gioiello baroniese la ditta Phareco e il Presidio Slow Food con i prodotti di Francesca Pau. La Phareco, spinoff dell’Università sassarese, da qualche anno ha introdotto la pompia nel mondo della cosmesi grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antilinfotiche.
Con la linea Pcare sono stati immesse sul mercato tre linee di prodotti adatte anche ad anziani e bambini: per le zone intime, il cavo orale e la cura del corpo. Per la ditta di Francesca Pau i prodotti sono stati presentati dal giovane imprenditore Claudio Secchi, attento divulgatore dell’agrume dalla sua tesi di laurea fino agli studi televisivi di importanti trasmissioni con Amadeus e chef Canavacciuolo. Con lui anche la celebre “pompia intrea” candita. «Siamo stanchissimi ma felicissimi – afferma Claudio Secchi – di avere avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere e di aver potuto presentare questo bellissimo agrume sardo, raccontando la sua storia, e di aver fatto degustare anche l'antico dolce della tradizione siniscolese e gli altri prodotti che dalla pompia otteniamo». Sono ormai lontani i tempi della “citrus monstruosa”, termine improprio che si basava sull'estetica del frutto. Ora de sa pompia se ne sente parlare sempre più spesso, sia per le sue qualità che per l’ampio ventaglio di prodotti derivati dalla sua trasformazione. E anche per qualche sconfinamento locale, quando non campanilistico, che non può non essere un monito per una Siniscola che deve puntare sulla sua risorsa con tutte le sue forze.
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