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Sequestro lampo e rapina a Orosei: in aula i testi del pm

Sequestro lampo e rapina a Orosei: in aula i testi del pm

NUORO. «Per la prima volta l’epiteto capora’ è stato pubblicato sui quotidiani della stampa sarda il 23 gennaio 20121. Non era possibile fosse uscito prima perché era un dato coperto da segreto»....

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NUORO. «Per la prima volta l’epiteto capora’ è stato pubblicato sui quotidiani della stampa sarda il 23 gennaio 20121. Non era possibile fosse uscito prima perché era un dato coperto da segreto». Ieri al processo in Corte d’Assise per il sequestro lampo dei coniugi Cosseddu e la rapina alla Banca Intesa di Orosei, che vede imputati Graziano Pinna di Borore, e Giovanni Sanna di Macomer, difesi dagli avvocati Aurelio Schiuntu e Desolina Farris, accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione, sono stati sentiti i testi del pm Gilberto Ganassi. Il luogotenente Walter Proia, all’epoca dei fatti comandante del reparto investigativo del comando provinciale, ha parlato dell’attività d’indagine da lui svolta. In particolare si è soffermato sulle immagini dell’impianto di videosorveglianza che la mattina della rapina aveva ripreso i rapinatori all’interno dell’istituto di credito. «L’impianto era vecchio – ha detto il luogotenente – ed era programmato con mezz’ora di ritardo: entrava in funzione alle 7. Di quel giorno, dunque, manca il momento dell’ingresso in banca dei banditi. Si conosce l’ora esatta dell’accesso perché alle 6.25 scattò l’allarme. La registrazione non avveniva per flusso continuo ma solo per frame. Per poter visionare il video è stato necessario interpellare la ditta che aveva fornito a suo tempo l’impianto. Quindi abbiamo scelto le foto più rappresentative, ora agli atti del processo». I difensori degli imputati hanno fatto presente alla Corte che il cd messo a loro disposizione, conteneva foto diverse di quelle agli atti del processo. È stato sentito in aula Walter Marcilais, consulente di parte, che ha confermato: «Nel disco mancano delle parti. Non c’è corrispondenza tra le immagini che ho visto io e quelle agli atti». La Corte ha deciso di fare estrapolare tutte le immagini racchiuse nell’impianto di videosorveglianza della banca e di nominare un perito.

Il processo è proseguito con la deposizione del maresciallo Salvatore Cestaro che si è occupato dell’analisi delle celle agganciate dai telefoni degli imputati il 29 settembre 2007, giorno della tentata rapina alla cartoleria di Macomer, e nelle giornate del 3 e 4 ottobre, a cui risalgono il sequestro lampo e la rapina alla filiale di Orosei. L’audizione del teste proseguirà il 28 marzo. (k.s.)

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