Pastorale del turismo in scena in Baronia
Sarà La Caletta di Siniscola ad accogliere le serate della diocesi. Premio “Persona fraterna” 2022 a Ernesto Olivero
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NUORO. Per il terzo anno consecutivo la Pastorale del turismo abbraccerà la diocesi nuorese che, insieme a quella di Lanusei – dove la rassegna culturale è giunta alla sua ottava edizione – sta lavorando alacremente per definire date e ospiti. La novità di quest’anno riguarda la scelta della sede nuorese. Sarà, infatti, La Caletta di Siniscola ad accogliere le serate della Pastorale e con esse non solo i protagonisti che interverranno, ma anche tutti, cittadini e turisti che decidono di trascorrere le vacanze agostane in Sardegna. Nelle due precedenti edizioni, gli appuntamenti del ricco calendario estivo si sono svolti a Nuoro città, in piazza Cattedrale. Nella rinomata località balneare della Baronia, fervono ora i preparativi per allestire al meglio la sede che farà da teatro alle diverse iniziative.
Intanto è già stato definito anche il Premio “Persona fraterna” 2022. La scelta è caduta quest’anno su Ernesto Olivero, scrittore e attivista italiano, fondatore del Sermig, il Servizio missionario giovani. Sarà lui a ricevere il prossimo agosto, all’anfiteatro Caritas di Tortolì, all’interno della programmazione legata alla Pastorale del turismo 2022, il prestigioso premio. «Quando si sceglie la bontà, lei parla da sola, non ha bisogno di sottolineature perché entra nel corpo, nello sguardo, sul volto. Non ha bisogno di altro». È uno dei tanti pensieri messi nero su bianco da Ernesto Olivero, classe 1940, appena 24enne quando, nel 1964, ha fondato a Torino il Sermig insieme alla moglie Maria Cerrato, conosciuta organizzando le Giornate missionarie mondiali, e ad alcuni amici cattolici con i quali si incontra settimanalmente a casa propria. La voglia di cambiare il mondo. Il desiderio di scrivere e vivere una storia di Dio tra gli uomini. È così che un arsenale di guerra rinasce come arsenale di pace. A Torino, in Brasile, in Giordania. Una storia di accoglienza, di dialogo, di integrazione e inclusione, di sostegno al disagio e alla disabilità, di incontro fra culture e religioni, di confronto e ascolto di autorità e istituzioni, una storia di pace e di aiuti in luoghi di guerra, una storia di idee, di giovani, di musica e sport, con «milioni di persone che aiutano milioni di persone». Il Sermig è una storia di bontà. E la bontà è disarmante. «La carità è senza fine e puoi viverla sempre. Significa dire una parola in più o scegliere un silenzio che avvolge. Mille sfumature ha la carità... ».
Intanto è già stato definito anche il Premio “Persona fraterna” 2022. La scelta è caduta quest’anno su Ernesto Olivero, scrittore e attivista italiano, fondatore del Sermig, il Servizio missionario giovani. Sarà lui a ricevere il prossimo agosto, all’anfiteatro Caritas di Tortolì, all’interno della programmazione legata alla Pastorale del turismo 2022, il prestigioso premio. «Quando si sceglie la bontà, lei parla da sola, non ha bisogno di sottolineature perché entra nel corpo, nello sguardo, sul volto. Non ha bisogno di altro». È uno dei tanti pensieri messi nero su bianco da Ernesto Olivero, classe 1940, appena 24enne quando, nel 1964, ha fondato a Torino il Sermig insieme alla moglie Maria Cerrato, conosciuta organizzando le Giornate missionarie mondiali, e ad alcuni amici cattolici con i quali si incontra settimanalmente a casa propria. La voglia di cambiare il mondo. Il desiderio di scrivere e vivere una storia di Dio tra gli uomini. È così che un arsenale di guerra rinasce come arsenale di pace. A Torino, in Brasile, in Giordania. Una storia di accoglienza, di dialogo, di integrazione e inclusione, di sostegno al disagio e alla disabilità, di incontro fra culture e religioni, di confronto e ascolto di autorità e istituzioni, una storia di pace e di aiuti in luoghi di guerra, una storia di idee, di giovani, di musica e sport, con «milioni di persone che aiutano milioni di persone». Il Sermig è una storia di bontà. E la bontà è disarmante. «La carità è senza fine e puoi viverla sempre. Significa dire una parola in più o scegliere un silenzio che avvolge. Mille sfumature ha la carità... ».
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